Lunedì 13 aprile 2026

    2a settimana di Pasqua

     

    Avvenne il 13 aprile…

    1598 – Enrico IV di Francia promulga l’editto di Nantes e concede la libertà religiosa agli ugonotti.
    1769 – James Cook arriva a Tahiti; era partito dall’Inghilterra oltre un anno prima.
    1791 – Rivoluzione francese: Pio VI dichiara non dovuto il giuramento di fedeltà di preti e religiosi al regime rivoluzionario.
    1796 – Inizia la battaglia di Millesimo.
    1829 – Atto di emancipazione: il Parlamento inglese dà libertà di religione al cattolicesimo romano
    1986 – Papa Giovanni Paolo II visita la sinagoga di Roma.

     

    Aforisma dal prefazio di Pasqua

    “Per mezzo di Cristo rinascono a vita nuova i figli della luce, e si aprono ai credenti le porte del regno dei cieli. In lui morto è redenta la nostra morte, in lui risorto tutta la vita risorge.”

     

    Santo del giorno

    Originario di Todi, Martino fu prete a Roma e legato pontificio alla corte imperiale di Costantinopoli. All’epoca il dibattito teologico mirava a stabilire se Gesù aveva una o due volontà. In sintesi si riproponeva la domanda sulle due nature già affrontata al Concilio di Calcedonia. I padri conciliari avevano stabilito che Gesù aveva due nature per poter salvare pienamente l’uomo. Eletto Papa nel 649, Martino dovette presto affrontare la questione. Egli indisse un sinodo a Roma nel quale si stabilì che la salvezza si fonda sull’incarnazione del Logos divino. Furente, l’imperatore Costante II inviò in Italia l’esarca Olimpio con l’ordine di condurre preso il Papa in Oriente. Ma Olimpio si ribellò e si proclamò signore d’Italia che governò per tre anni. Martino poté svolgere il suo ministero in libertà, ma quando Olimpio cadde in battaglia Costante inviò un nuovo emissario che prese prigioniero il Papa e lo portò a Costantinopoli. Condannato, Martino venne condotto prigioniero in Crimea, dove morì nel 655.

     

    Preghiera Colletta

    Dio onnipotente, a noi che, rinnovati dai sacramenti pasquali, abbiamo abbandonato la somiglianza con il primo uomo, concedi di essere conformati alla tua immagine di creatore. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen

     

    Parola di Dio Giovanni 3,1-8

    Vi era tra i farisei un uomo di nome Nicodemo, uno dei capi dei Giudei. Costui andò da Gesù, di notte, e gli disse: «Rabbi, sappiamo che sei venuto da Dio come maestro; nessuno infatti può compiere questi segni che tu compi, se Dio non è con lui». Gli rispose Gesù: «In verità, in verità io ti dico, se uno non nasce dall’alto, non può vedere il regno di Dio». Gli disse Nicodemo: «Come può nascere un uomo quando è vecchio? Può forse entrare una seconda volta nel grembo di sua madre e rinascere?». Rispose Gesù: «In verità, in verità io ti dico, se uno non nasce da acqua e Spirito, non può entrare nel regno di Dio. Quello che è nato dalla carne è carne, e quello che è nato dallo Spirito è spirito. Non meravigliarti se ti ho detto: dovete nascere dall’alto. Il vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai da dove viene né dove va: così è chiunque è nato dallo Spirito».

     

    Riflessione Frammenti di vita

    Abbandonato alla nascita, è passato da un orfanotrofio all’altro, finché è stato adottato da una famiglia italiana che l’ha cresciuto fino alla maggiore età e gli ha creato le condizioni per un’autonomia che lui ha subito perduto finendo per strada. Passato da un centro di accoglienza all’altro, approda infine al Patronato dove i suoi problemi si rivelano in modo drammatico. I successivi abbandoni aggravati da pesanti turbe psichiche, hanno fatto sì che viva da estraneo in ogni luogo: nessun posto infatti è per lui “casa”, niente lo soddisfa; accumulatore seriale, perde tutto ciò che gli passa fra le mani e non sa mantenere il minimo impegno. Parla di continuo stressando l’interlocutore e pretende ascolto, ma non ascolta nessuno e a 30 anni non ha raggiunto nessun traguardo. La sua è una patologia grave, ma segnala una condizione che si sta diffondendo fra gli uomini e donne d’oggi malati di narcisismo e incapaci di darsi limiti e regole, destinati a diventare privi di “ubi consistam” cioè gente priva di radici e fondamento. Dentro di sé hanno il vuoto, fuori di sé il deserto e se mai dovessero decidere di mettersi in cammino, nessuna stella polare indicherà loro la direzione. Il nostro ospite ha il Patronato che lo tiene a galla, ma per altri Ulisse senza Itaca, vagabondi senza meta e naviganti senza approdo di oggi, c’è speranza? Possiamo garantire che non solo c’è, ma è anche sicura: Dio.    

         

    Intenzione di preghiera

    Preghiamo perché i tentativi di dialogo fra Stati belligeranti producano qualche risultato in vista di una pace stabile e duratura in Medio Oriente e in tante altre parti del mondo.

     

    Don’t Forget! 1000 quadri più belli del mondo

    ANDERS ZORN: SÖNDAGSMORGON – DOMENICA MATTINA
    1891 – Olio su tela – 121 x 93 cm – Proprietà privata

    Il quadro che oggi presentiamo è opera del pittore svedese Anders Zorn (1860–1920) che nacque a Mora e studiò all’Accademia di Belle Arti di Stoccolma. Ci troviamo di fronte a un vero capolavoro di intimità e luce. In questo dipinto, Zorn cattura la quiete di una domenica mattina, con una giovane donna che si lava nell’ambiente modesto di una casa di paese insieme ad altre due. Nell’antico mondo contadino svedese le stanze dei casolari erano piccole e le persone, donne e bimbi si prendevano cura dell’igiene personale uno di fronte all’altro negli spazi comuni. Ma non si tratta di un dipinto “in presa diretta”, bensì di un ricordo dell’infanzia che l’artista ha trasferito nel quadro. Diventato adulto infatti, Zorn non ha potuto più assistere a scene del genere: ha perciò deciso di ricrearle utilizzando modelli che si muovevano nello spazio come nei suoi ricordi d’infanzia. La delicata tavolozza di colori e il gioco di luci e ombre conferiscono alla scena una calma quasi meditativa. nel mondo silenzioso di quel momento intimo. L’infanzia di Zorn ha giocato un ruolo importante nel suo lavoro e gran parte della sua produzione egli la intese come un tributo al passato. Zorn, noto per la sua capacità di raffigurare la pelle umana in tutte le sue sfumature, dimostra qui la sua maestria tecnica e la profonda comprensione del corpo umano. La composizione è semplice ma potente, e trascina lo spettatore nel mondo silenzioso di quel momento intimo della vita del pittore, più che in quella dei personaggi del suo quadro.

     

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