V Settimana di Pasqua
Avvenne l’8 maggio…
1794 – Il chimico francese Antoine-Laurent de Lavoisier viene ghigliottinato.
1848 – Ha inizio la battaglia di Cornuda fra i pontifici e gli austriaci. Fu la prima battaglia delle guerre d’indipendenza in nome dell’Italia e si concluderà col sacrificio del contingente dei dragoni pontifici.
1898 – Vengono giocate le prime partite del campionato di calcio di Serie A.
1933 – Gandhi inizia un digiuno di 21 giorni per protestare contro l’oppressione britannica in India.
1945 – Con la resa delle forze armate tedesche a Berlino, termina la 2.a guerra mondiale in Europa.
1984 – L’Unione Sovietica annuncia che boicotterà le Olimpiadi di Los Angeles del 1984.
Aforisma di Alessandro Manzoni
“Non rivangare quello che non può servire ad altro che a inquietarti inutilmente.”
Preghiera Colletta
Donaci, o Signore, di conformare la nostra vita al mistero pasquale che celebriamo nella gioia, perché con la sua forza perenne ci protegga e ci salvi. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen
Santo del giorno

San VITTORE il MORO
Le notizie più antiche su di lui le abbiamo da S. Ambrogio che compose un Inno in onore dei martiri Vittore, Narbore e Felice, soldati originari della Mauritania, di stanza a Milano, che morirono a Lodi in difesa della fede. Negli Atti, invece che risalgono al VIII secolo, si tramanda che Vittore si rifiutò di continuare a prestare servizio militare.
Trascinato nel Circo alla presenza di Massimiano Erculeo e del consigliere Anulino, rifiutò di tradire la fede nonostante tormenti a cui fu sottoposto. Flagellato e incarcerato, dopo un’evasione quasi miracolosa, fu di nuovo catturato e decapitato. Il suo corpo fu ritrovato dal vescovo S. Materno.
Gli venne allora edificata una tomba sontuosa, accanto alla quale S. Ambrogio fece seppellire suo fratello Satiro. S. Vittore è un santo cari ai milanesi, che gli hanno edificato e intitolato chiese e monumenti, fra cui il carcere di S. Vittore. Non per nulla è patrono di prigionieri ed esuli.
Parola di Dio del Giorno Giovanni 15,12-17
In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici. Voi siete miei amici, se fate ciò che io vi comando. Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamato amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l’ho fatto conoscere a voi.
Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda. Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri».
Riflessione Breve nota di Andrea Lonardo
Se si scorrono le pubblicità dei principali quotidiani italiani, vi si vedono pubblicizzati volumi o video in omaggio, con titoli come: “Epicuro”, “Kant”, Heidegger”, “Caravaggio”, “Darwin”, “Garibaldi”, “Manzoni”, “La Divina Commedia”, eccetera. È un segno che tanti stentano a leggere. È il segno chiarissimo che non interessano più i romanzi o gli autori di moda passeggera, ma che il pubblico ha in mente che qualcosa resta, che qualcosa è più valido, che qualcosa orienta le scelte più della politica o della moda transeunte.
Il momento attuale ha certamente delle radici nei decenni passati – nel nostro piccolo iniziammo il ciclo “Perché leggere i classici” con Guido Sacchi negli anni Novanta, presso la parrocchia di Santa Melania in Roma, mentre Benigni compariva in pubblico come lettore di Dante. Iniziò poi, con l’Ufficio per l’Università, il ciclo “Ascoltando i maestri”. Ora il movimento sta diventando di massa, tutti chiedono di essere ragguagliati sui e introdotti ai grandi autori, le grandi questioni, le grandi opere.
Che cambiamento rispetto agli anni ’68-’80, quando ciò che contava era l’avanguardia, la novità, il rifiuto del classico! I tempi sono cambiati, ma molti sembrano ancora non accorgersene. Se ne accorge chi deve vendere, come i quotidiani, che stentano con le sole news di attualità, che interessano poco – forse anche troppo poco. Perché il “classico” è tale proprio perché è più moderno dei moderni e chi non conosce i classici è un finto “moderno” e un finto “amante del contemporaneo”.
Intenzione di preghiera
Preghiamo per i carcerati e per tutti quelli che si occupano di loro e del loro riscatto umano e sociale.
Don’t Forget! L’angolo della memoria

Don GIUSEPPE CAPELLI + 5-maggio-2003 (23° ann.)
Nato 01-04-1916 a Villa d’Almé
Ordinato Sacerdote il 07-06-1941
Principale collaboratore di don BEPO
Direttore Istituto Botta e Direttore Casa centrale di Bergamo
Superiore del P.S.V. dal 1975 al 1988
Missionario in Bolivia 1988-1998
Morto il 09-05-2003 a Torre Boldone

Don GIUSEPPE ROTA + 11-05-1961 a Clusone (65° ann.)
Nato il 01-02-1916 a Stezzano
Ordinato Sacerdote il 29-05-1943
Vicerettore a Bergamo e a Sanremo e 1° direttore a Clusone
Uno dei migliori educatori nella storia del P.S.V.
Morto l’11-05-1961 a Clusone

Don GIOVANNI PERLETTI + 12-05-1976 a Bg (50° ann.)
Nato il 08 settembre 1918 a Bergamo, nel 1940 è chiamato alle armi, ma nel 1943 diserta e si salva venendo a piedi da Udine a Bergamo dove viene accolto e protetto da don Bepo che lo nasconde a S. Paolo d’Argon. Ordinato sacerdote nel giugno 1952 a Imola dal Vescovo e suo ex-parroco Mons. Benigno Carrara, svolse il suo ministero nella diocesi romagnola e morì a Bergamo nel 1976

ARDIZZONE MICHELE + 9-maggio-2018
Benefattore del P.S.V.








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