VI Settimana di Pasqua
Avvenne l’11 maggio…
330 – Bisanzio viene ribattezzata Nuova Roma.
1858 – Il Minnesota viene ammesso come 32º paese degli Stati Uniti d’America.
1860 – La Spedizione dei Mille sbarca a Marsala.
1927 – California: si fonda la Academy of Motion Picture Arts and Sciences che crea il Premio Oscar.
1960 – Il Mossad israeliano rintraccia, in Argentina, il criminale di guerra nazista Adolf Eichmann.
1995 – New York: 170 nazioni decidono di estendere senza condizioni il trattato di non proliferazione nucleare
Aforisma di Alessandro Manzoni
«Quei prudenti che s’adombrano delle virtù come de’ vizi, predicano sempre che la perfezione sta nel mezzo; e il mezzo lo fissano giusto in quel punto dov’essi sono arrivati, e ci stanno comodi».
Santo del giorno

Nato a Laconi, Nuoro, il 17 dicembre 1701 era il secondo di nove figli: i suoi genitori erano poveri ma ricchi di fede; al battesimo gli fu dato il nome di Vincenzo. Crebbe nel timor di Dio e non frequentò scuole, né imparò mai a scrivere, ma andava ogni giorno a Messa e faceva il chierichetto; di poche parole parlava appena il dialetto sardo.
Devoto e dedito alla penitenza, indossò il saio francescano, nonostante la gracile costituzione e fu dispensiere e questuante nel convento di Iglesias e in altri conventi. Dopo 15 anni, fu richiamato a Cagliari nel convento del Buoncammino; lavorò nel lanificio e come questuante in città, svolgendo per quarant’anni il suo apostolato tra poveri e peccatori, aiutando e convertendo.
La gente lo chiamava “Padre santo” e un pastore protestante, cappellano del reggimento di fanteria tedesco, lo definì ‘un santo vivente’. Divenuto cieco due anni prima della morte, fu dispensato dalla questua ma continuò a osservare la Regola come i suoi confratelli. Morì a Cagliari, l’11 maggio 1781
Preghiera Colletta
Donaci, Dio misericordioso, di sperimentare in ogni momento della vita la fecondità della Pasqua che celebriamo nei santi misteri. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen
Parola di Dio Giovanni 15,26-16,4
In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Quando verrà il Paràclito, che io vi manderò dal Padre, lo Spirito della verità che procede dal Padre, egli darà testimonianza di me; e anche voi date testimonianza, perché siete con me fin dal principio. Vi ho detto queste cose perché non abbiate a scandalizzarvi. Vi scacceranno dalle sinagoghe; anzi, viene l’ora in cui chiunque vi ucciderà crederà di rendere culto a Dio. E faranno ciò, perché non hanno conosciuto né il Padre né me. Ma vi ho detto queste cose affinché, quando verrà la loro ora, ve ne ricordiate, perché io ve l’ho detto».
Riflessione Frammenti di vita
Nel 1931 mentre don Bepo era direttore de l’Eco di Bergamo e del Patronato S. Vincenzo, accadde ad Almenno S. Bartolomeo un tragico fatto di sangue: tre fratelli vennero uccisi a colpi di scure. Don Antonio Seghezzi a quel tempo curato del paese, fu chiamato a benedire le salme. Pochi giorni dopo furono catturati il responsabile del feroce delitto e i tre complici. L’assassino fu condannato a morte e don Bepo venne incaricato di assisterlo spiritualmente nelle ultime ore.
I due parlarono a lungo e l’uomo affidò al sacerdote i suoi figli prima di essere fucilato alla Fara (fu l’ultima esecuzione a Bergamo in tempo di pace). Don Vavassori mantenne la promessa e i figli furono accolti al Patronato dove appresero una professione e si fecero onore nella vita lavorativa e familiare. In questo fatto colpiscono alcune cose: il ruolo avuto nella tragedia da due preti che sarebbero diventati due glorie della chiesa di Bergamo, il primo perché martire a Dachau e l’altro perché grande testimone della carità.
In secondo luogo il fatto che un feroce assassino affidi i figli al prete che lo sta aiutando a pentirsi e preparando a morire, così che, perso un padre, ne trovino un altro nel 43enne sacerdote che garantirà loro un futuro sereno. Infine una considerazione: la santità trova il modo di illuminare anche la tragedia più oscura e la carità sa come risolvere anche i casi più drammatici.
Intenzione di preghiera
Preghiamo perché i tentativi di dialogo fra Stati belligeranti producano qualche risultato in vista di una pace stabile e duratura in Medio Oriente e in tante altre parti del mondo.
Don’t Forget! 1000 quadri più belli del mondo
Per la festa della mamma
JOAQUIN SOROLLA Y BASTIDA: MADRE
1895, OLIO SU TELA 165 x 220 cm, MUSEO SOROLLA MADRID

Madre (Madre, 1895) è un celebre dipinto dell’artista spagnolo Joaquin Sorolla y Bastida (1863-1923) che ritrae sua moglie, Clotilde, a letto con la loro figlia neonata, Elena. Questo olio su tela è celebre per il ritratto intimo e sereno della maternità, caratterizzato da un “mare di lenzuola bianche” che enfatizza il tenero momento e la maestria dell’artista nell’uso della luce e del colore.
La scena è caratterizzata da intense tonalità di bianco, focalizzate sulle teste della madre e della bambina, che mostrano un “lieve pallore” nella madre e un tono rosato nella bambina. Serve come tenero e intimo ritratto della sua vita familiare, mostrando un lato più tranquillo e personale rispetto alle sue frenetiche scene di spiaggia.
Il dipinto esemplifica la capacità di Sorolla di trasmettere sensazioni fisiche ed emozioni attraverso la luce e una pennellata rapida e impressionistica e noi lo offriamo in omaggio ai nostri lettori in questi giorni in cui si celebra la festa della mamma. In un mondo che spesso appare grigio e triste, Sorolla ci ricorda che la vita è piena di colori, di vita e di luce e per accorgersene basta aprire gli occhi e mettere in movimento i pennelli come solo lui sa fare!








Nessun commento
È possibile postare il commento di prima risposta.