Domenica 20 settembre 2026

     

    25.a settimana t. ordinario

     

    Aforisma dal profeta Isaia 55,9 

    “Dice il Signore: “Quanto il cielo sovrasta la terra, tanto le mie vie sovrastano le vostre vie, i miei pensieri sovrastano i vostri pensieri.”.

     

    Preghiera Colletta

    O Padre, le tue vie sovrastano le nostre vie quanto il cielo sovrasta la terra: concedi a noi la gioia semplice di essere operai della tua vigna senza contare meriti e fatiche, lieti solo di portare frutti buoni per la speranza del mondo. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per i secoli dei secoli. Amen

     

    Parola di dio della XXV domenica Tempo Ordinario – anno “A”

    Isaia 55,6-9; Salmo 144; Filippesi 1,20c-27a; Matteo 20,1-16

    Il più bel commento a questa parabola è il romanzo di Bruce Marshall, “A ogni uomo un soldo”. Il protagonista, un prete francese, per tutto il racconto non fa altro che chiedersi perché il Signore abbia dato un soldo a tutti. Solo alla fine arriva la risposta: “Il treno proseguiva la sua corsa rumorosa nella galleria, ma l’abate Gaston non si accorgeva delle stazioni, perché stava pensando ai misteri del Signore e riflettendo che lui li capiva in modo molto imperfetto.

    Uno, però, gli pareva di cominciare a capirlo, e cioè perché tutti gli operai della vigna avessero ricevuto un denaro, sia che avessero portato il peso della giornata o no. Pensava che la ragione era questa: che tanta parte del lavoro era ricompensa a se stessa, come tanta parte del mondo era castigo a se stessa”.

    Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola: «Il regno dei cieli è simile a un padrone di casa che uscì all’alba per prendere a giornata lavoratori per la sua vigna. Si accordò con loro per un denaro al giorno e li mandò nella sua vigna. Uscito poi verso le nove del mattino, ne vide altri che stavano in piazza, disoccupati, e disse loro: “Andate anche voi nella vigna; quello che è giusto ve lo darò”. Ed essi andarono. Uscì di nuovo verso mezzogiorno e verso le tre, e fece altrettanto. Uscito ancora verso le cinque, ne vide altri che se ne stavano lì e disse loro: “Perché ve ne state qui tutto il giorno senza far niente?”.

    Gli risposero: “Perché nessuno ci ha presi a giornata”. Ed egli disse loro: “Andate anche voi nella vigna”. Quando fu sera, il padrone della vigna disse al suo fattore: “Chiama i lavoratori e dai loro la paga, incominciando dagli ultimi fino ai primi”. Venuti quelli delle cinque del pomeriggio, ricevettero ciascuno un denaro. Quando arrivarono i primi, pensarono che avrebbero ricevuto di più. Ma anch’essi ricevettero ciascuno un denaro. Nel ritirarlo, però, mormoravano contro il padrone dicendo: “Questi ultimi hanno lavorato un’ora soltanto e li hai trattati come noi, che abbiamo sopportato il peso della giornata e il caldo”.

    Ma il padrone, rispondendo a uno di loro, disse: “Amico, io non ti faccio torto. Non hai forse concordato con me per un denaro? Prendi il tuo e vattene. Ma io voglio dare anche a quest’ultimo quanto a te: non posso fare delle mie cose quello che voglio? Oppure tu sei invidioso perché io sono buono?”. Così gli ultimi saranno primi e i primi, ultimi».

     

    Riflessione commento al Vangelo

    Quella di oggi è una delle parabole che pone qualche problema interpretativo. A prima vista sembrerebbe un testo antisindacale. Ma a leggerla bene si scopre che l’atteggiamento del padrone è più corretto che mai: pattuisce con tutti un denaro, a prescindere dall’orario di chiamata. Quindi non è problema di giustizia, è un problema di prassi del buon Dio e di sua logica. Isaia dice che “i pensieri del Signore non sono i nostri pensieri” (Is 55,6-9).

    Il Signore si riferisce qui a un premio importante e finale e vuole dare a tutti lo stesso, a prescindere dall’orario di chiamata. È così. Ma è molto difficile abituarsi a capire la logica di Dio.  Il cammino di comprensione della volontà di Dio è un cammino irto di difficoltà. Credo che valga la pena ricordare che abbiamo bisogno prima di tutto di un bagno di umiltà: i pensieri di Dio sono diversi dai miei pensieri. Quindi io non sono dio ma uno che deve sforzarsi di capirlo. All’umiltà segue l’atteggiamento di discernimento: imparare a distinguere con riflessione e preghiera quello che vuole il Signore, sforzarsi di capire la sua logica. Non facile.

    Impossibile farlo da soli: ci vuole sempre una guida e il confronto con gli altri. Un’ultima osservazione: lasciare che il Signore operi quello che vuole e faccia quello che crede. Il Buon Dio non deve obbedire a noi, piuttosto noi a Lui! Ricordiamoci del rimprovero fatto al servo che si lamenta: “Amico, io non ti faccio torto. Non hai forse concordato con me per un denaro? Prendi il tuo e vattene. Ma io voglio dare anche a quest’ultimo quanto a te: non posso fare delle mie cose quello che voglio? Oppure tu sei invidioso perché io sono buono?”.

     

    Intenzione di preghiera

    Preghiamo per quanti svolgono un ministero nella Chiesa: vivano il loro servizio con umiltà e con gioia, seguendo l’esempio di Gesù che si è fatto ultimo e servo di tutti.

     

    Don’t Forget! Santo del giorno

    L’azione dello Spirito con l’apostolato di un generoso manipolo di laici è alla radice della Chiesa di Dio in terra coreana. Il primo germe della fede cattolica, portato da un laico coreano nel 1784 al ritorno in patria da Pechino, fu fecondato sulla metà del secolo XIX dal martirio che vide associati 103 membri della giovane comunità.

    Fra essi si segnalano Andrea Kim Taegon, il primo presbitero coreano e l’apostolo laico Paolo Chong Hasang. Le persecuzioni che infuriarono dal 1839 al 1867, anziché soffocare la fede dei neofiti, suscitarono una primavera dello Spirito a immagine della prima Chiesa. L’impronta apostolica di questa comunità dell’Estremo Oriente fu resa, con linguaggio semplice ed efficace, ispirato alla parabola del buon seminatore, dal presbitero Andrea alla vigilia del martirio.

    Nel suo viaggio pastorale in quella terra lontana il Papa Giovanni Paolo II, il 6 maggio 1984, iscrisse i martiri coreani nel calendario dei santi. La loro memoria si celebra nella data odierna, perché un gruppo di essi subì il martirio in questo mese, alcuni il 20 e il 21 settembre. 

     

    Avvenne il 20 settembre…

    1187 – Saladino inizia l’assedio di Gerusalemme

    1519 – Ferdinando Magellano inizia il suo viaggio intorno al mondo.

    1870 – I bersaglieri entrano a Roma per la breccia di Porta Pia. Finisce il potere temporale dei Papi.

    1932 – India: Gandhi inizia in prigione il suo primo sciopero della fame per i paria

    1958 – Entra in vigore la legge Merlin per regolamentare la prostituzione in Italia.

    1979 – L’imperatore Bokassa I viene rovesciato da un colpo di Stato.

     

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