Un pasto per prendersi in mano

     

    A dieci mesi dall’inaugurazione dei due grandi edifici che si affacciano su via Gavazzeni, questo sabato il Patronato ha vissuto un altro momento significativo con l’attivazione della nuova cucina progettata per preparare fino a 1.000 pasti gratuiti per turno (pranzo e cena) destinati non solo alla casa centrale di Bergamo, ma anche al Patronato di Sorisole e al Posto Caldo della stazione.

    Con questa inaugurazione si è fatto un ulteriore passo verso l’adeguamento dell’opera creata da don Bepo, alle esigenze della società odierna che chiede a chi esercita la carità, di andare oltre l’emergenza per mettere in atto un progetto di riscatto dei bisognosi e di riconoscimento della loro dignità di uomini e figli di Dio.

    Si è deciso di ripartire dal cibo, perché l’esperienza insegna che l’offerta di un pasto ben cucinato e servito può diventare l’inizio di un percorso che conduce la persona a prendersi in mano attraverso le tappe successive del permesso di soggiorno, del contratto di lavoro, della casa, verso la piena autonomia che è la finalità principale di chi opera nella nostra istituzione.

    E se per gli edifici è stato necessario l’intervento di banche e istituzioni, alla cucina ci ha pensato la generosità dei Bergamaschi, imprese e singoli, ai quali va la gratitudine di tutta la famiglia del Patronato S. V.    

     

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