Mercoledì 28 ottobre 2026

     

    30.a settimana t. ordinario

     

    Aforisma di M. T. Cicerone

    «Nessuno è così vecchio da non poter pensare di vivere un altro anno».

     

    Santo del giorno

    SS. Apostoli Simone e Giuda

    Il primo era detto Cananeo o Zelota, e l’altro, chiamato anche Taddeo, figlio di Giacomo. Nei vangeli i loro nomi figurano agli ultimi posti degli elenchi degli apostoli e le notizie su di loro sono molto scarse. Di Simone sappiamo che era nato a Cana ed era detto zelota, perché aveva militato in questo gruppo antiromano. Secondo la tradizione, subì un martirio particolarmente cruento.

    Il suo corpo fu fatto a pezzi con una sega. Per questo è raffigurato con questo attrezzo ed è patrono dei boscaioli e taglialegna. L’evangelista Luca presenta l’altro apostolo come Giuda di Giacomo. I biblisti sono oggi divisi sul significato di questa precisazione: alcuni traducono con fratello, altri con figlio di Giacomo. Matteo e Marco lo chiamano invece Taddeo, che non indica una persona diversa, ma un soprannome che in aramaico significa magnanimo.

    Secondo san Giovanni, nell’ultima cena proprio Giuda Taddeo chiede a Gesù: «Signore, come è accaduto che devi manifestarti a noi e non al mondo?». Gesù risponde: «Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui». Come Simone, egli è venerato come martire, ma non conosciamo le circostanze della sua morte. Secondo gli Atti degli Apostoli, però, sappiamo che gli apostoli furono testimoni della resurrezione, e questa è la gloria maggiore dell’apostolo e di ogni discepolo di Gesù.

     

    Preghiera Colletta

    O Dio, che per mezzo degli apostoli ci hai fatto giungere alla conoscenza del tuo nome, per l’intercessione dei santi Simone e Giuda concedi alla tua Chiesa di crescere sempre con l’adesione di nuovi popoli alla fede. Per il nostro Signore Gesù Cristo che è Dio, e vive e regna con te nell’unità dello Spirito Santo per i secoli dei secoli. Amen

     

    Parola di dio Luca 6,12-19 

    In quel tempo, diceva Gesù: «A che cosa è simile il regno di Dio, e a che cosa lo posso paragonare? È simile a un granello di senape, che un uomo prese e gettò nel suo giardino; crebbe, divenne un albero e gli uccelli del cielo vennero a fare il nido fra i suoi rami». E disse ancora: «A che cosa posso paragonare il regno di Dio? È simile al lievito, che una donna prese e mescolò in tre misure di farina, finché non fu tutta lievitata».

     

    Riflessione Davide Rondoni: la speranza negata ai ragazzi è diventata una bomba.

    Circa 20 anni fa scrivevo: «La bomba su cui siamo seduti, sono i nostri ragazzini». Presentivo che sulla adolescenza e la giovinezza si addensavano varie nubi che oggi sono una tempesta. Non era solo preveggenza, ma era l’andare in giro per le scuole, il guardare alcuni disastri, come quelli della non-formazione artistica dei ragazzini. Oggi quelle esperienze mi tornano in mente vedendo come molti stanno leggendo il disagio e anche la violenza con occhiali vecchi di cent’anni, ideologici, schematici tra ordine e rivoluzione. Insomma molti (non tutti) commentano i fatti mettendosi gli occhiali del Novecento o della propria giovinezza, chi rimpiangendola, applicandola su questi ragazzi che in realtà non conoscono e non vogliono guardare in faccia. E infatti questi ragazzetti violenti se la coprono la faccia. Già da anni si chiudono la testa in cappucci, guidati da mode musicali, come strani monaci della loro solitudine.

    E leggo intellettuali e giornalisti dare una lettura solo politica del problema, chi applicando banali (e interessate) divisioni in destra e sinistra, chi chiamando “gli studenti” una minoranza che manifesta, chi facendo un miscuglio indistinto di problemi con contraddizioni lampanti, come quella di una generazione che dice di voler abbattere il sistema capitalistico, ma gode di Amazon e di voli low cost e sfruttamenti industriali. Sono ben pochi i “mea culpa” da parte degli intellettuali, dei dirigenti delle major discografiche, del jet set culturale, dei dirigenti scolastici, dei ministri. Se non qualche ridicolo scandalo: “ma come, devastano una libreria Feltrinelli?” come se fosse un reato, solo quello, mentre invece il saccheggio del negozio qualunque fosse più “accettabile”. Una bomba, scrivevo allora. Perché il problema non è innanzitutto sociale. Lo diventa. Ma le sue radici sono di natura antropologica. E il problema dei ragazzi sono gli adulti.

    Sono ragazzi senza speranza. Ma non perché non hanno un futuro roseo (che gli adulti identificano in un futuro di “benessere materiale”) siamo sicuri infatti che interessi solo questo ai ragazzi che protestano? Il problema è che non hanno la speranza di un senso e lo cercano. Ma gliel’hanno ridotta a rivendicazione e chi ha compiuto questo scempio? Tutti gli adulti che non hanno trasmesso un senso positivo dell’esistenza, che hanno mentito a questi ragazzi a proposito del senso di nascere, della natura, a proposito del senso di Dio, e dell’amore, e del corpo, e del valore della tradizione, mentito sulla integrazione e poi mentito sulla globalizzazione, e sulla pandemia e mentito su cosa dev’essere una scuola, difendendo una istituzione cristallizzata e ora cadente in enciclopedismo e statalismo asfissianti.

    Generazioni di adulti codardi, al riparo di Stati Mamma che intanto hanno prosciugato le risorse economiche e non solo, al riparo di burocrazie indecenti, di parole che esprimono vacui sentimenti. Chi sono? I nomi sono sui giornali, nei titoli di coda, ai tavoli delle trattative, sui decreti – legge. Si sono riparati dietro a regolamenti e parole come legalità, cittadinanza, inclusione, empatia, resilienza, ma nessuno che indichi la speranza, un moto del cuore e della ragione che non si avvilisca di fronte alle difficoltà indurendosi in violenza. Che costruisca e non distrugga sé stessi o le vetrine in cui si vedono riflessi visto che negli sguardi spenti degli adulti loro, i giovani, riflessi non sono.     

     

    Intenzione di preghiera del Papa

    Preghiamo perché la pastorale della salute mentale si integri in tutta la Chiesa, aiutando a superare lo stigma e la discriminazione verso le persone con malattie mentali.

     

    Don’t Forget! Avvenne il 28 ottobre…

    312 – L’imperatore Costantino I sconfigge il rivale Massenzio nella battaglia di Ponte Milvio.

    1886 – New York: il presidente statunitense Grover Cleveland inaugura la Statua della Libertà

    1919 – Stati Uniti d’America: inizia il proibizionismo

    1922 – Marcia su Roma delle squadre fasciste di Benito Mussolini

    1958 – Roma: card. bergamasco Angelo Giuseppe Roncalli è eletto papa col nome di Giovanni 23°

    1962 – Cuba: il sovietico Nikita Chruščёv annuncia lo smantellamento delle basi missilistiche a Cuba

     

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