29.a settimana t. ordinario
Avvenne il 24 ottobre…
79 – L’eruzione del Vesuvio distrugge Pompei, Ercolano, Stabia e Oplontis.
1648 – Firma della Pace di Vestfalia (tre trattati) che mette fine della guerra dei trent’anni
1929 – Giovedì nero: crollo della Borsa di Wall Street
1945 – Ratificato dai paesi firmatari lo Statuto delle Nazioni Unite che dà vita alle Nazioni Unite
1956 – L’Unione Sovietica invade l’Ungheria
1970 – Salvador Allende viene eletto presidente del Cile;
1980 – Il governo polacco legalizza il sindacato Solidarność
Aforisma di S. Lugi Guanella
«La fantasia è la pazza di casa che, se non si domina, sconvolge tutto l’ordine delle cose e non lascia operare il bene».
Santo del giorno

Sacerdote catalano, arcivescovo di Santiago di Cuba e fondatore dei Missionari Figli del Cuore Immacolato di Maria, fu una delle figure più attive del cattolicesimo missionario ottocentesco. Nato in una famiglia legata alla manifattura tessile, abbandonò la prospettiva di un’attività commerciale per dedicarsi al ministero sacerdotale.
Predicò missioni popolari in Catalogna e nelle Canarie, promosse la stampa religiosa e nel 1849 diede vita a una congregazione di missionari. A Cuba, allora colonia spagnola, unì la riorganizzazione pastorale della diocesi a iniziative educative ed economiche rivolte ai più poveri; nel 1856 sopravvisse a un attentato.
Richiamato in Spagna come confessore della regina Isabella II, continuò l’attività apostolica in una posizione segnata dalle tensioni politiche del tempo. Dopo la rivoluzione del 1868 visse in esilio, partecipò al Concilio Vaticano I e morì nell’abbazia francese di Fontfroide il 24 ottobre 1870. Beatificato da Pio XI nel 1934 e canonizzato da Pio XII nel 1950, è ricordato il 24 ottobre.
Preghiera Colletta
O Padre, a te obbedisce ogni creatura nel misterioso intrecciarsi delle libere volontà degli uomini; fa’ che nessuno di noi abusi del suo potere, ma ogni autorità serva al bene di tutti, secondo lo Spirito e la parola del tuo Figlio, e l’umanità intera riconosca a te solo come unico Dio. Per il nostro Signore Gesù Cristo che è Dio, e vive e regna con te nell’unità dello Spirito Santo per i secoli dei secoli. Amen
Parola di dio Lc 13,1-9
In quel tempo, si presentarono alcuni a riferire a Gesù il fatto di quei Galilei, il cui sangue Pilato aveva fatto scorrere insieme a quello dei loro sacrifici. Prendendo la parola, Gesù disse loro: «Credete che quei Galilei fossero più peccatori di tutti i Galilei, per aver subìto tale sorte? No, io vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo. O quelle diciotto persone, sulle quali crollò la torre di Siloe e le uccise, credete che fossero più colpevoli di tutti gli abitanti di Gerusalemme? No, io vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo».
Diceva anche questa parabola: «Un tale aveva piantato un albero di fichi nella sua vigna e venne a cercarvi frutti, ma non ne trovò. Allora disse al vignaiolo: “Ecco, sono tre anni che vengo a cercare frutti su quest’albero, ma non ne trovo. Taglialo dunque! Perché deve sfruttare il terreno?”. Ma quello gli rispose: “Padrone, lascialo ancora quest’anno, finché gli avrò zappato attorno e avrò messo il concime. Vedremo se porterà frutti per l’avvenire; se no, lo taglierai”».
Riflessione Mattutino di Monsignor Ravasi
L’arte dello scrivere è omettere, omettere, omettere. Prima che a scrivere imparate a pensare. Devo confessarlo io per primo: nella mia vita ho scritto un piccolo oceano di parole e qualche volta mi propongo di entrare in quel silenzio che diventa purificazione e dieta dell’anima. Anche perché, prima o poi, sarà la natura stessa a condurmi a quell’orizzonte di quiete, attraverso la vecchiaia, la debilità della mente e l’allontanamento dei lettori o degli ascoltatori. Oggi, però, non voglio parlare solo a me stesso, ma un po’ a tutti, anche a coloro che al massimo hanno scritto solo i temi in classe, quand’erano alunni, o qualche lettera.
Innanzitutto assegniamo la paternità alle due frasi che ho citato: la prima è di uno che sapeva scrivere e bene, Robert L. Stevenson, sì, l’inventore ottocentesco del dott. Jekyll e di mister Hyde o dell’Isola del tesoro; l’altra è del poeta francese del ‘600 Nicolas Boileau. La lezione valida per tutti è una sola: bisogna essere attenti al rischio della verbosità, della prolissità, dell’eccesso. Certo, questo vale innanzitutto per i predicatori e gli oratori che spesso danno in lunghezza ciò che non sanno in profondità.
Ma c’è anche una chiacchiera comune che diventa prevaricazione e indiscrezione. Non si dice di essere laconici e taciturni sempre, ma guai a scivolare sulla china dei logorroici e dei parolai. In quel fiume grigiastro, da un lato, spesso s’annida la serpe di una parola sbagliata o cattiva, e d’altro lato, si manifesta, come dice Boileau, l’assenza di pensiero. La sobrietà è una dote della vita ma anche del linguaggio”.
Intenzione di preghiera
Preghiamo per questo nostro mondo dove quelli che iniziano ina guerra non riescono più a finirla: perché il Signore porti a termine ciò che noi non siamo più capaci di fare e ci doni la pace.
Don’t Forget! MARTEDÌ 20 OTTOBRE TAIZ, YEMEN

Alcune persone tra le macerie delle loro case, colpite da un attacco missilistico degli Houthi
AP PHOTO / MARZOUQ AL JABRI








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