30.a settimana t. ordinario
Avvenne il 27 ottobre…
1492 – Cristoforo Colombo arriva a Cuba
1553 – Condannato come eretico dai Calvinisti, Michele Serveto è bruciato al palo a Ginevra.
1922 – in Italia avviene la Marcia su Roma, guidata da Benito Mussolini
1986 – I principali rappresentanti delle religioni del mondo si riuniscono ad Assisi, su invito di papa Giovanni Paolo II per un incontro di preghiera in nome di S. Francesco, profeta della pace.
2017 – Il Parlamento catalano, dopo il referendum del 1-10-2017, dichiara con 70 voti a favore e 10 contrari l’indipendenza dalla Spagna
2019 – Morto durante un raid Abu Bakr al-Baghdadi, uno dei 2 fondatori dell’ISIS.
Aforisma di M. T. Cicerone
«La leggerezza è propria dell’età che sorge, la saggezza dell’età che tramonta».
Santo del giorno

Appartenente all’antica famiglia di Breganze a Vicenza fu mandato a studiare a Padova. Entrò giovanissimo nell’Ordine dei Predicatori, quando S. Domenico era ancora in vita. Predicò in varie città dell’Emilia e della Lombardia straziate dalle fazioni e rovinate dalle eresie. Papa Gregorio IX lo nominò maestro del Sacro Palazzo, mentre Papa Innocenzo IV lo volle con sé al Concilio di Lione, nominandolo, nel 1253, vescovo di Limassol nell’isola di Cipro.
Papa Alessandro IV, nel 1255, lo trasferì alla diocesi di Vicenza, da dove, costretto ad allontanarsi da Ezzelino da Romano, fu inviato come legato in Inghilterra. Di ritorno si recò a Parigi, dal Re, che gli regalò una spina della Corona del Salvatore.
Tornato a Vicenza vi fece costruire una chiesa detta della S. Corona, dove fu venerata la sacra spina, oltre a un Convento Domenicano. Ha scritto 430 opere, tra sermoni e opere di mistica. Morì nella sua Vicenza nel 1270 e fu sepolto nella chiesa di S.Corona. Papa Pio VI l’11 settembre 1793 ne ha confermato il culto proclamandolo beato.
Preghiera Colletta
Dio onnipotente ed eterno, accresci in noi la fede, la speranza e la carità, e perché possiamo ottenere ciò che prometti, fa’ che amiamo ciò che comandi. Per il nostro Signore Gesù Cristo che è Dio, e vive e regna con te nell’unità dello Spirito Santo per i secoli dei secoli. Amen
Parola di dio Lc 13,18-21
In quel tempo, diceva Gesù: «A che cosa è simile il regno di Dio, e a che cosa lo posso paragonare? È simile a un granello di senape, che un uomo prese e gettò nel suo giardino; crebbe, divenne un albero e gli uccelli del cielo vennero a fare il nido fra i suoi rami». E disse ancora: «A che cosa posso paragonare il regno di Dio? È simile al lievito, che una donna prese e mescolò in tre misure di farina, finché non fu tutta lievitata».
Riflessione don Arturo commenta don Bepo
«Offerte e domande». Don Giuseppe Vavassori (12/6/1935 – 1920/1938 Quaresima e riflessioni).
Riprendo il tema della gratitudine che si manifesta nelle offerte o nelle elemosine. Don Bepo conosceva a menadito la storia di don Bosco ed era solito raccontare episodi significativi della sua vita. «Una mattina del 1849, domenica dopo la festa d’Ognissanti, col cielo un po’ grigio, nell’Oratorio c’era fermento. I ragazzi erano andati al cimitero, a pregare per i loro cari defunti. Don Bosco camminava e al ritorno, strada facendo, faceva loro sentire che non erano soli e fece la promessa che arrivati a casa avrebbero mangiato tutti insieme le castagne bollite.
Mamma Margherita ne aveva comperato tre sacchi, ma pensava che ne occorresse soltanto una piccola quantità̀ per premiare o divertire i giovani. Così non ne fece cuocere troppe». «Arrivati a casa i ragazzi si raccolgono davanti alla cappella: “Allora… le castagne?” si chiedevano l’un l’altro. Don Bosco apparve con una cesta e mamma Margherita con la pentola. Giuseppe Buzzetti, quando vede la pentola: capisce che non ce n’erano abbastanza per tutti, ma solo pochi “coppi” – ossia quantità modeste-. E i ragazzi cominciano a chiedersi: “Basteranno per tutti? Noi siamo tanti!”. Intanto don Bosco comincia la distribuzione. “Don Bosco, che cosa fa?” – gli disse Buzzetti – “non ne avremo per tutti.” “Ma sì!” -rispose don Bosco – “ne abbiamo comprati tre sacchi.” “No, no” – insisteva Buzzetti – “le altre non sono cotte.”». «Don Bosco, però, non si scoraggia. Anzi. Fa due cose: primo, non dice “mi spiace, che ne sono poche”. Secondo, comincia a distribuire lo stesso, a ciascun ragazzo una porzione, anche se sa che potrebbe non bastare. “Continuiamo a dare a ciascuno la parte sua, finché ce ne sarà̀” diceva don Bosco: “Le ho promesse e non voglio mancare di parola!”.
E qui successe qualcosa di prodigioso: mentre continuava a distribuire — dal canestro, col mestolo — ogni porzione che tirava fuori era piena. Il ragazzo accanto vedeva che il cesto sembrava non vuotarsi mai… Come era possibile? Alla fine sono bastate per tutti. Almeno quattrocento ragazzi ebbero la loro parte e ne avanzò pure una piccola parte». «Allora i ragazzi esultarono: “Don Bosco è un santo! Don Bosco è un santo!” —perché avevano visto con i loro occhi ciò che sembrava impossibile: una promessa mantenuta, una cura verso di loro, una fiducia che si realizzava». In memoria di questo fatto Don Bosco volle che, secondo l’usanza piemontese, si distribuissero la sera di Ognissanti le castagne lessate a tutti quelli dell’Oratorio. Sono i miracoli della Provvidenza. Accadono anche oggi: basta avere occhi di fede.
Intenzione di preghiera del Papa
Preghiamo perché la pastorale della salute mentale si integri in tutta la Chiesa, aiutando a superare lo stigma e la discriminazione verso le persone con malattie mentali.
Don’t Forget! Parrocchie della Bergamasca

Albano S. Alessandro è un comune di 8.348 abitanti della provincia di Bergamo in Lombardia. Posto a 243 m. di altitudine s.l.m. ai piedi della collina di S. Giorgio e della Valle d’Albano, sull’ex strada statale 42 del Tonale e della Mendola, che da Bergamo porta in Val Cavallina e Valcalepio, è bagnato dal torrente Zerra e occupa una superficie di 5,35 km². Quanto alla sua storia la maggior parte degli studiosi concorda nell’individuare nel nome una matrice romana. Il nome Albano infatti riconduce a un antico Albanium e fa pensare che in questo luogo si sia stabilita o avesse possedimenti la famiglia degli Albii all’epoca romana. La prima documentazione scritta che riporta il nome del paese è databile all’anno 1000.
La bonifica dei terreni determinò la capillare diffusione degli insediamenti abitativi, con culture per lo più cerealicole e la realizzazione di un’importante rete viaria, comprendente la Via Francesca, usata anche per motivi militari. Su questa via, in prossimità dell’oratorio dei Santi Cosma e Damiano, fu ritrovata la celebre colonna miliare, considerata tra le epigrafi romane più importanti della Provincia di Bergamo (vedi foto a destra). Dopo il declino dell’impero romano, il territorio di Albano fu devastato a più riprese (1379, 1398, 1403), saccheggiato ed incendiato dai ghibellini poiché gli abitanti del paese erano guelfi. Nel 1428, con Bergamo, il territorio fu sottomesso alla Repubblica di Venezia: entrando a far parte dei domini della Serenissima, si chiusero i periodi delle guerre tra Guelfi e Ghibellini, e il paese visse un periodo di tranquillità. I veneziani effettuarono opere volte all’irrigazione del territorio come la Roggia Borgogna, al fine di favorire le attività agricole presenti.
POPOLAZIONE Fino alla fine del 1800 il Comune aveva meno di 1000 abitanti che raddoppiarono in 50 anni (2.006 nel 1951). Da allora la crescita è stata inarrestabile, favorita dall’insediamento di varie industrie e attività produttive, dalla vicinanza al capoluogo e dalla presenza di un’importante asse viario e della ferrovia con cui si raggiunge Bergamo in 10 minuti. La popolazione aveva raggiunto quasi 4.000 vent’anni dopo; 6.000 negli anni ‘90 fino agli attuali 8.274. Al 1° gennaio 2025 gli stranieri residenti nel comune erano 1.125, pari al 13,59% della popolazione (percentuale notevole, anche se lontana dal 26% di Verdellino che è al primo posto, mentre la media nella provincia di Bergamo è di 11,3% La zona priva di presenza di stranieri è l’Alta Val Brembana).
REDDITO: Albano S. Alessandro si attesta su un reddito medio complessivo di circa 25.360 – 26.054 euro lordi all’anno pro capite, posizionandosi in una fascia medio-alta all’interno della provincia, leggermente al di sotto della media provinciale generale (che ha recentemente superato i 27.290 euro)
Da qualche anno Albano S.A. fa parte ufficialmente dei 16 comuni che compongono l’area delle TERRE DEL VESCOVADO che è un progetto turistico-culturale e un’area geografica situata nella fascia orientale della provincia. L’ente di promozione è nato nel 2016 con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio artistico, naturale, storico ed enogastronomico dei comuni aderenti.









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