Mi aveva avvisato che avrebbe portato i camicini per il battesimo ed è arrivata puntuale col suo dono: “Li ho confezionati e ricamati io” assicura e comincia subito a parlare di sé: “Non ci siamo più visti dalla morte di mio marito e in questi anni anche il mio cagnolino se ne è andato: non avendo figli, ora sono sola e mi chiedo quale sia il mio compito per gli anni che mi rimangono”.
Non si lamenta; vuol solo capire cosa fare per dare senso a una vita segnata dalla solitudine. Le suggerisco: “Guarda che la vita è ciò che accade mentre ti stai preoccupando delle scelte da compiere. Impara a fare tutto, anche i gesti più banali, come se fossero i più importanti. Quando poi fai volontariato o vai in chiesa o visiti qualcuno, metti in ciò che fai il meglio di te. E poco a poco la tua vita che ora ti sembra vuota e senza senso, si illuminerà e si riempirà di gioia perché la stai trattando come merita, cioè bene”.
Che abbia capito, è evidente visto che chiede di confessarsi e di ricevere una benedizione. In chiesa davanti all’ostensorio dell’adorazione si confessa e prega e dopo la benedizione mi fa notare che nella penombra, il cerchio argentato attorno all’ostia consacrata, brilla come se fosse d’oro. Perché se si ama la vita così com’è (non come pretendiamo che sia), ogni cosa è illuminata. Da Dio stesso.








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