Domenica 28 maggio 2023

     

    Domenica di Pentecoste 

     

    Dal Vangelo

    Dice il Signore: «Se qualcuno ha sete, venga a me, e beva chi crede in me. Come dice la Scrittura: dal suo grembo sgorgheranno fiumi di acqua viva».

     

    Preghiera colletta

    O Padre, che nel mistero della Pentecoste santifichi la tua Chiesa in ogni popolo e nazione, diffondi sino ai confini della terra i doni dello Spirito Santo, e continua oggi, nella comunità dei credenti, i prodigi che hai operato agli inizi della predicazione del Vangelo.

    Per il nostro Signore Gesù Cristo tuo Figlio che è Dio e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per i secoli dei secoli. Amen

     

    Parola di Dio di Pentecoste

    Atti 2,1-11; Salmo 103; 1 Corinti 12,3b-7.12-13; Giovanni 20,19-23

    La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco.

    E i discepoli gioirono al vedere il Signore. Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi».

    Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati».

     

    Riflessione Commento al Vangelo di don Oreste Benzi (+2007)

    È lo Spirito Santo che opera nel rimettere i peccati. È la comunicazione dell’amore che riaggancia, riunisce, salda le ferite. Quando una mano viene tagliata, adesso i medici sono capaci di ricongiungerla; nella confessione lo Spirito Santo ricongiunge le membra staccate al corpo santo di Cristo.

    Così pure nel battesimo viene data l’impronta dello Spirito Santo nelle anime dei fedeli che vengono consacrate e unite al Cristo Signore e a determinati carismi, cioè aspetti del Cristo che vengono rivissuti. Sta al Papa e ai vescovi riconoscere i carismi, garantirli e lasciarli essere come le gazzelle che, nella foresta, passano dappertutto.

    I carismi sono la giovinezza della Chiesa, del popolo di Dio. Ecco perché bisogna non soffocare lo Spirito, non contristarlo, non spegnerlo!  Sciogliete i vincoli e la Chiesa rifiorirà. La parrocchia sia un’unità di carismi e vedrete che rinasce!      

     

    Intenzione di preghiera

    Preghiamo per i nove giovani che ieri hanno ricevuto dalle mani del nostro Vescovo Francesco Beschi il sacramento dell’ordine sacerdotale.

     

    Don’t Forget! 9 nuovi Sacerdoti per la Diocesi di Bergamo

    Ieri sabato 27 maggio nella cattedrale di S. Alessandro in Città Alta sono stati ordinati nove giovani sacerdoti per la nostra diocesi. Ecco i loro nomi e le parrocchie di provenienza: don LORENZO BELLINI, 25 anni, di Telgate; don PAOLO CAPELLETTI, 25 anni, di Cologno al Serio; don MARCO NICOLI, 27 anni, di Desenzano al Serio; don ANDREA PATELLI, 30 anni, di Credaro; don ATTILIO ROSSONI, 39 anni, di Colognola in città; don GABRIELE TREVISAN, 26 anni, di Pontida; don ANDREA VECCHI, 29 anni, di Villa di Serio; don MATTEO VEZZOLI, 27 anni, di Romano; don SIMONE ZAPPELLA, 31 anni, di Chiuduno.

    Ai 9 va aggiunto anche don Riccardo GIAVARINI ordinato prete in Bolivia dopo più di 40 anni come volontario missionario e dopo il matrimonio con Berta dal quale sono nati 5 figli. Alla morte della moglie per covid nel 2020, Riccardo prende la decisione di farsi prete e il 25 marzo 2023 a 68 anni è stato ordinato sacerdote nella diocesi dell’Alto La Paz. Attualmente si trova in Italia con un gruppo di confratelli boliviani.

     

    Santo del giorno

    Figlia del duca di Clarence e nipote di Edoardo IV e Riccardo III, Margherita fu data in sposa a Sir Reginaldo che aveva ben servito il re nella campagna scozzese e in altre occasioni. Quando nel 1509 divenne re Enrico VIII, Margherita era vedova con 5 figli: Enrico che, la considerava la donna più santa d’Inghilterra, le restituì le proprietà del fratello e la fece contessa di Salisbury.

    Quando si venne a conoscenza della sua disapprovazione per le nozze di Enrico con Anna Bolena, dovette ritirarsi da corte e perse il favore del re. Suo figlio Reginaldo (in seguito cardinale) scrisse contro la supremazia del re: ciò infastidì a tal punto Enrico da volersi sbarazzare dell’intera famiglia.

    In seguito alla rivolta di Neville nel nord, fu imprigionata nella Torre, ma dal momento che si riteneva che nessuna giuria l’avrebbe condannata, non venne mai processata. Un Parlamento asservito approvò l’atto di confisca contro di lei e il 28-5-1541, quasi settantenne, fu decapitata.

     

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