VII Settimana di Pasqua
Avvenne il 18 maggio…
1450 – I ribelli di Jack Cade vengono scacciati da Londra dalle truppe lealiste.
1652 – Il Rhode Island approva la 1.a legge che rende lo schiavismo illegale negli Usa.
1910 – La Terra passa attraverso la coda della cometa di Halley.
1944 – Reparti del II Corpo polacco conquistano l’abbazia di Montecassino, appena sgomberata dalle forze tedesche in ritirata dalla linea Gustav. Dopo quattro mesi di lotta termina la battaglia di Cassino.
1958 – Un Lockheed F-104 Starfighter stabilisce il record mondiale di velocità con 2259,82 km/h.
Aforisma di F. Dostoevskij
«Chi mente a sé stesso e dà ascolto alla propria menzogna arriva al punto di non saper distinguere la verità né dentro sé stesso, né intorno a sé e, quindi, perde il rispetto per sé stesso e per gli altri».
Santo del giorno

S. FELICE DA CANTALICE
Felice Porro nacque a Cantalice (Rieti), quasi certamente nel 1515; giovanissimo si trasferì a Cittaducale dove prestò servizio nella famiglia Picchi come pastore e contadino. Nel 1544 decise di assecondare il proprio intimo desiderio di farsi Cappuccino.
Dopo il Noviziato a Fiuggi, nel 1545 emise i voti nel convento di San Giovanni Campano. Quindi sostò per poco più di due anni nei conventi di Tivoli e di Viterbo-Palanzana per poi trasferirsi nel convento romano di San Bonaventura (Santa Croce dei Lucchesi sotto il Quirinale), dove nei rimanenti quarant’anni fu questuante per i suoi confratelli.
Ebbe temperamento mistico, dormiva appena due o tre ore e il resto della notte lo trascorreva in preghiera. Per le strade di Roma assisteva ammalati e poveri: devotissimo a Maria era chiamato «frate Deo gratias» per il suo abituale saluto. Venne canonizzato da Clemente XI nel 1712.
Preghiera Colletta
Venga su di noi, o Signore, la potenza dello Spirito Santo, perché aderiamo pienamente alla tua volontà e la possiamo testimoniare con una degna condotta di vita. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per i secoli dei secoli. Amen
Parola di Dio Giovanni 16,29-33
In quel tempo, dissero i discepoli a Gesù: «Ecco, ora parli apertamente e non più in modo velato. Ora sappiamo che tu sai tutto e non hai bisogno che alcuno t’interroghi. Per questo crediamo che sei uscito da Dio». Rispose loro Gesù: «Adesso credete? Ecco, viene l’ora, anzi è già venuta, in cui vi disperderete ciascuno per conto suo e mi lascerete solo; ma io non sono solo, perché il Padre è con me. Vi ho detto questo perché abbiate pace in me. Nel mondo avete tribolazioni, ma abbiate coraggio: io ho vinto il mondo!».».
Riflessione Frammenti di vita
Un ospite africano chiede: “Cosa vuol dire “barlafüss? L’ho sentito dal mio boss (=datore di lavoro)”. “È una parola bergamasca e non è facile da spiegare” rispondo e per fargli capire cosa significhi, gli indico un altro ospite e chiedo: “Cosa pensi di lui?”. Risponde: “È uno che parla e parla e non sa fare un cavolo” (ma lui usa un termine molto più volgare). Poi è il turno di uno che appena fuori del Patronato sta fumando quella che ha tutta l’aria di essere una canna: “E di quest’altro?”. “Lo capisci anche tu da solo che tipo è”. “E dimmi” chiedo “dov’è finito il tuo amico…?” Lui: “Ha aggredito la polizia, ma era ubriaco, poveretto, ed è finito in prigione”. Nel giro alla ricerca di altri barlafüss, incontriamo nell’ordine il tipo polemico che incolpa tutto e tutti dei guai che è lui stesso a procurarsi; il giocatore patologico alla spasmodica ricerca di qualche spicciolo; un tale che vuole avere sempre l’ultima parola, ma a cui nessuno dà retta ecc. Alla fine dico al mio interlocutore: “Ora metti insieme tutti questi comportamenti strani e otterrai un perfetto barlafüss”. Mi guarda perplesso e misurando le parole dice: “Ho capito cosa vuol dire, ma tutti quelli che mi hai segnalato sono dei poveri diavoli e con loro hai avuto gioco facile. A me sembra però che i “barlafüss” non manchino neppure fra i bianchi, i ricchi, gli istruiti, i potenti e i famosi; anzi, che siano proprio loro i più pericolosi”. Ha capito perfettamente e non ho più niente da aggiungere.
Intenzione di preghiera
Preghiamo perché i tentativi di dialogo fra Stati belligeranti producano qualche risultato in vista di una pace stabile e duratura in Medio Oriente e in tante altre parti del mondo.
Don’t Forget! 1000 quadri più belli del mondo
WILLIAM NICHOLSON: NANCY CON UN CAPPELLO DI PIUME (LA FIGLIA DELL’ARTISTA)
1910, olio su tela 75 cm x 62,2 cm, collezione scozzese

Il ritratto di Nancy col cappello di piume fu dipinto in un periodo molto propizio della carriera di William Nicholson (1872-1949). La famiglia si era stabilita a Londra, mentre la sua abilità come ritrattista era riconosciuta con l’ammissione alla Royal Society of Portrait Painters (1909) e il ruolo di membro fondatore della National Portrait Gallery (1910). Una sua mostra personale di successo fu allestita alla Chenil Gallery nel 1910 e William Marchant della Goupil Gallery diventò il suo principale mercante d’arte.
Nel presente ritratto «La figlia dell’artista, Nancy, di dieci anni, indossa uno scialle blu e un grande cappello di piume, mentre il bouquet alla sua destra fa pensare sia stato composto da una fioraia. Le piume di struzzo color albicocca del cappello e lo scialle blu sono il punto forte del quadro, ma è la spiccata personalità di Nancy ad attirare l’interesse dello spettatore».
L’opera, infatti, non solo rivela l’intimo ma disincantato legame tra padre e figlia, ma anche la maestria di Nicholson nell’uso dei travestimenti e altri oggetti di scena per intessere una narrazione suggestiva, attraverso una sapiente manipolazione del chiaroscuro e l’impiego di colori contrastanti per evidenziare la composizione ritmica.
Presentando la sua modella in uno spazio poco profondo e indefinito, su uno sfondo scuro e uniforme, la tavolozza, basata tanto sul monocromo quanto sui campi di colore complementari, viene sfruttata appieno grazie alla splendida tecnica di pittura a olio, in cui lo scialle con le frange e i petali di fiori sono realizzati con la stessa cura riservata all’incarnato e alla consistenza delle piume.
Nancy confermerà in età adulta l’indipendenza che traspare nel suo ritratto da bambina: crescendo infatti applicherà i suoi principi femministi al matrimonio con il poeta Robert Graves e intraprendendo la carriera di designer. Quando Nancy con il cappello piumato fu esposto al Salon della Goupil Gallery nel 1910, ricevette ampi consensi dalla stampa e dalla critica.








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