Martedì 9 aprile 2024

     

    2.a settimana di pasqua

     

    Avvenne il 9 aprile…

    193 – Settimio Severo proclamato imperatore romano.

    1454 – La guerra di successione per il Ducato di Milano si conclude con la pace di Lodi.

    1809 – Andreas Hofer guida l’insorgenza del Tirolo contro l’occupazione napoleonica.

    1865 – Il gen. Robert Edward Lee, comandante dell’esercito confederato, firma l’atto di resa al generale unionista Ulysses S. Grant: è la fine della guerra civile americana.

     

    Aforisma Proverbi 26.12

    Hai presente chi pensa di essere molto saggio? Aspettati più da uno sciocco che da persone del genere.

     

    Preghiera

    Dio onnipotente, donaci di proclamare la potenza del Signore risorto, per possedere in pienezza i doni che abbiamo ricevuto come pegno di vita nuova. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen

     

    Santo del giorno

    Il beato Tommaso, conterraneo del più celebre S. Nicola, nacque nel 1250. Entrato giovanissimo tra i Francescani, fu sostenitore della più rigorosa povertà, finendo per questo addirittura in carcere. Una volta liberato, andò missionario in Armenia con Angelo Clareno e altri compagni coi quali fu promotore delle missioni in Oriente.

    Nel 1307 partecipò al concilio di Sis che sanzionò l’unione della Chiesa armena con la romana. Cercò di recarsi in Cina, accogliendo l’appello di Giovanni di Montecorvino. Sbarcati contro la loro volontà nell’isola di Salsetta, i cinque missionari furono accolti da una famiglia di nestoriani a Tana.

    Preso con i confratelli, difese dinanzi ai Musulmani la divinità di Gesù Cristo e con il nome della Madonna sulle labbra venne crudelmente martirizzato il 9-4-1321. Odorico di Pordenone portò il corpo in Cina. La testa è nel duomo di Tolentino.

     

    Parola di Dio del giorno Giovanni 3,7-15

    In quel tempo, Gesù disse a Nicodemo: «Non meravigliarti se ti ho detto: dovete nascere dall’alto. Il vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai da dove viene né dove va: così è chiunque è nato dallo Spirito».

    Gli replicò Nicodemo: «Come può accadere questo?». Gli rispose Gesù: «Tu sei maestro di Israele e non conosci queste cose? In verità, in verità io ti dico: noi parliamo di ciò che sappiamo e testimoniamo ciò che abbiamo veduto; ma voi non accogliete la nostra testimonianza.

    Se vi ho parlato di cose della terra e non credete, come crederete se vi parlerò di cose del cielo? Nessuno è mai salito al cielo, se non colui che è disceso dal cielo, il Figlio dell’uomo. E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna».

     

    Riflessione frammenti di vita

    A sentire la madre, sua figlia è un’adolescente abulica, apatica, senza stimoli, chiusa nel suo mondo e disinteressata a tutto ciò che la circonda. La donna dopo averle tentate tutte, l’ha convinta a venire al Patronato che l’ha affidata a persone competenti e capaci. “Sua figlia è in buone mani – la rassicuro- ma domani la porti qui”. L’indomani la ragazzina esibisce i modi più irritanti di cui è capace, ma l’educatore, già istruito in precedenza, non ci fa caso; le consegna un notes e una biro e dice: “Aiutami a prendere nota delle cose che la direzione mi ha chiesto di segnalare”.

    Lui detta; lei lo segue e scrive: “Pergolato con glicine fiorito; panni stesi; biciclette; aiola con viole e margherite; Madonnina; giardino nascosto; laboratorio; 10 container a uso abitativo ecc.” Ancora: “Ahmed attraversa il cortile. Joseph saluta; Andrew chiede un favore…” e via discorrendo. Per un’ora i due si muovono prendendo nota di tutto ciò che vedono.

    A un certo punto la ragazza si lamenta: “Mi fa male il polso: facciamo una pausa”. E l’educatore. “Tu vieni spesso in questo posto: ora leggi ciò che hai scritto e sottolinea le cose a cui non hai mai fatto caso”. Lei sottolinea quasi tutto. “Quali di queste cose ti sono piaciute?”. Lei le elenca tutte, una a una. E l’educatore: “Per chi sa vedere, il bello è dappertutto e rende felici. Ma se ti ostini a voler vedere solo te stessa, felice non lo sarai mai”.

     

    Intenzione di preghiera

    Preghiamo perché le difficili prospettive di tregua tra Israele e Gaza, diventino gesti di pace.  

     

    Don’t Forget! 1000 quadri più belli del mondo

    RAMON CASAS: CHICA EN UN BAR (ragazza in un bar)

    1892 Olio su tela, 117 x 90 cm, Museo de la Abadìa, Monserrat – Spagna

    L’artista catalano Ramòn Casas (1866-1932) fu, con l’amico Santiago Rusinol, uno dei principali pittori del movimento artistico modernista corrente cultu-rale catalana guidata da intellettuali individua-listi e antitradizionalisti che si proponevano di innalzare l’arte locale a livello di quella del resto d’Europa e che durò più o meno dal 1888 al 1911.

    Casas però era noto anche come ritrattista per i disegni e i dipinti dell’élite economica e culturale di Barcellona, di Parigi e del bel mondo di allora. Nato a Barcellona nel 1866, l’artista visse in un periodo tumultuoso della storia del suo paese e della sua regione. Figlio di genitori molto ricchi, fondò la rivista l’Avenc nel 1881, quand’era ancora adolescente; “Ragazza in un bar” –il quadro che oggi presentiamo- risale invece al 1892 anno in cui l’artista era già noto sia in Spagna sia all’estero.

    Negli anni ’90 del 1800 infatti Casas espose a Parigi, Madrid, Berlino e Chicago riscuotendo ovunque molto successo. Questo dipinto è un lavoro tipico del suo stile, a metà strada tra l’impressionismo francese e l’accademia. La ragazza siede al tavolino ed appare sola nel bar affollato di avventori come si può intuire dallo specchio che le fa da sfondo e riflette il resto della sala.

    Davanti a lei un bicchiere colmo di vino (o che altro?) che col piattino bianco riproduce nel piccolo la corrispondenza col rosso della camicetta e il bianco dell’ampia gonna. La “chica” nervosamente serra la mano sinistra e nella destra stringe un sigaro.  

    Rispetto al busto e al resto del corpo, il volto è ritratto frontalmente, ma gli occhi guardano a destra con un’espressione difficile da interpretare: è triste o annoiata? È presa da qualcosa o da qualcuno che cade fuori dalla nostra visuale o è invece tutta assorta nei suoi pensieri? Comunque sia il ritratto è magistrale e lascia intatto quel tanto di mistero che serve a conferirle ulteriore fascino

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