X Settimana del T. Ordinario
Avvenne il 10 giugno…
1846 – Guerra Messico-Statunitense: la California dichiara l’indipendenza dal Messico
1907 – Prende il via da Pechino il Raid Pechino-Parigi, 14000 km a bordo delle prime automobili
1924 – Delitto Matteotti: G. Matteotti viene rapito e assassinato da un gruppo di sicari fascisti
1934 – La Nazionale italiana di calcio batte la Cecoslovacchia 2-1 e conquista il suo 1° mondiale
1940 – L’Italia dichiara guerra a Francia e Regno Unito
1981 – Vermicino: il piccolo Alfredo Rampi cade in uno strettissimo pozzo artesiano in cui morirà dopo esservi rimasto intrappolato per giorni. Vasta l’eco nazionale.
Aforisma di Charles Dickens
“Abbi un cuore che mai indurisce, un carattere che mai si stanca e un tocco che mai ferisce.”.
Santo del giorno
Nacque a Bologna verso il 1200. Ammiratrice dei primi Predicatori, appoggiò il beato Reginaldo di Orléans nella compera della località di Vigne, contigua alla chiesa di S. Nicolò, la futura chiesa di S. Domenico. Nell’agosto del 1219 S. Domenico andò a Bologna, Diana, con altre dame, fece nelle sue mani il voto di vita religiosa.
L’anno dopo chiese a Domenico di poter fondare un convento. Si decise così l’acquisto di un terreno a tale scopo alla periferia della città, ma il vescovo negò l’autorizzazione. Il 22-7-1221 Diana entrò nel monastero di Ronzano, ma ne fu strappata dai parenti con la violenza; nel trambusto, lei ebbe una costola rotta. San Domenico la consolò con lettere, oggi perdute, ma poté tuttavia tornare a Ronzano, dove dimorò fino al giugno 1223. Dopo che il beato Giordano di Sassonia, successore di san Domenico, ebbe fondato il monastero di Sant’Agnese, Diana ne fu eletta superiora. Morì nel 1236.
Preghiera Colletta
O Dio, sorgente di ogni bene, ispiraci propositi giusti e santi e donaci il tuo aiuto, perché possiamo attuarli nella nostra vita. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per i secoli dei secoli. Amen
Parola di Dio Matteo 5,17-19
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento. In verità io vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà un solo iota o un solo trattino della Legge, senza che tutto sia avvenuto. Chi dunque trasgredirà uno solo di questi minimi precetti e insegnerà agli altri a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà, sarà considerato grande nel regno dei cieli».
Riflessione dal Blog di Costanza Miriano
All’inizio del XX secolo sembrava che la scienza avesse cancellato il bisogno del divino. I 4 secoli precedenti avevano del tutto cambiato la percezione di quanto ci circonda. La terra era una palla di roccia misurabile che ruotava attorno a una stella mediocre, non erano gli angeli a spingere i pianeti ma leggi matematicamente eleganti. Nessun paradiso era stato trovato sopra le nubi e nessun inferno sotto i nostri piedi, vulcani e terremoti erano causati dalla struttura interna del nostro globo. Il fulmine era stato asservito, come già il fuoco. L’uomo non era che una scimmia evolutasi per molti più anni di quanto i testi sacri osassero considerare. Si dice che Napoleone, intorno al 1800, abbia chiesto all’astronomo Laplace che posto avesse Dio nelle sue scoperte e lui avesse replicato “Non ho bisogno di quell’ipotesi”. Vero o falso che sia l’aneddoto, racconta cosa sia lo scientismo. Il passo seguente fu di dichiarare Dio non solo inutile, ma dannoso: oppio dei popoli secondo Marx, illusione e nevrosi secondo Freud. Secondo questi “illuminati”, senza Dio l’umanità avrebbe presto raggiunto la felicità attraverso la conoscenza, la rivoluzione sessuale, la libertà da antiquati vincoli morali. Il domani non era certo di pochi vecchi in chiese vuote. Una tesi sostenuta con un certo successo di pubblico dai rivoluzionari francesi e poi, nella prima metà del ‘900, da Lenin, Hitler e Mao, per citare i più noti divulgatori popolari. I guai sono arrivati dopo, quando l’illusione di cui sopra si è dimostrata un fallimento non solo politicamente e socialmente, ma anche scientificamente, quando sono arrivati i guastafeste. Il 1° guastafeste chiama termodinamica, con sua figlia entropia.
Essa sostiene che lo stato di disordine dell’Universo cresce sempre. In altre parole, il tempo ha una direzione, che va da uno stato di massimo ordine a uno di massimo disordine. Non solo gli uomini, anche le stelle muoiono. L’altra combina-guai, l’astrofisica, ci mostra che l’universo si sta espandendo. Il cosmo ha avuto un inizio, avrà una fine, il presumerlo infinito ed eterno si è dimostrato falso. La vecchia questione metafisica che si presumeva cancellata ritorna: cosa ha messo in moto tutto? Perché c’è qualcosa e non niente? Se qualcosa esiste da un tempo limitato vuol dire che qualcosa, o qualcuno, ha fatto partire le lancette dell’orologio. Se l’eternità non è delle cose, dev’essere di ciò che dà consistenza alle cose. Un terzo colpo al materialismo è stato il rendersi conto che le costanti fondamentali che reggono l’Universo sono calibrate finemente per permettere la nostra esistenza.
La massa delle particelle, quant’è forte la gravità e così via sono determinati da una trentina di valori che, si discostassero di una infinitesima parte dal loro valore, renderebbero la vita, o l’esistenza di ogni cosa, impossibile. Il loro finissimo bilanciamento è quello che fa esistere il cosmo in cui ci muoviamo. Chi, o che cosa, ha stabilito il loro valore? Il caso? Oppure, ipotesi impossibile da provare, esistono infiniti universi di cui non ci rendiamo conto che posseggono le infinite variazioni? Credere nel multi-verso in un certo senso presume una fede maggiore che credere in Dio. Stephen Hawking, nei suoi ultimi anni, era ossessionato dalla “misteriosa biofilia dell’universo”, affermando che “il multi-verso non spiega niente” e che idee come questa erano “morte”. Proprio come Fred Hoyle, che aveva coniato il termine Big Bang per prendere in giro la teoria di Le Maitre, il quale alla fine dovette ammettere la necessità di un Dio creatore. La botta successiva arriva dalla biologia.
Quando si pensava che la vita fosse sorta spontaneamente da una polla d’acqua calda non si immaginava una cosa come il DNA, che contiene molta più informazione per volume delle migliori memorie per computer. La complessità delle cellule, anche le più semplici, non è spiegabile con il caso o una evoluzione spontanea da materiale inerte. Il guaio è che, senza l’ipotesi della generazione spontanea, la sola altra alternativa è quella di una creazione, improponibile per i bigotti della scienza. Rimane poi la domanda più elusiva di tutte: l’autocoscienza umana.
Lo sviluppo delle intelligenze artificiali solleva in proposito più dubbi che certezze. Se non addestrassimo questi modelli computazionali con i nostri pensieri, cosa ne sarebbe di loro? Possono trastullarsi con immagini, parole, suoni, ma siamo stati noi umani a fornirglieli, a chiamare le cose per nome, a decidere della loro importanza. Possono simulare, scimmie dell’uomo, ma la vera consapevolezza di essere è un’altra cosa. In definitiva, coloro che pensano che la scienza provi l’inesistenza di Dio – magari gli stessi che pensano che la verità non esista – sono fermi a oltre un secolo fa, a filosofie uccise dalla realtà e dalla storia. Magari dovrebbero aggiornarsi. Certo, un certo numero di scienziati sono atei, o così si compiacciono di apparire. Molti altri no. Perché studiare la bellezza e la complessità di quello che ci circonda, stupirsi di esse, farsi domande, vuol dire bramare l’infinito. Se neanche l’Universo lo è, cosa resta?».
Intenzione di preghiera
Preghiamo perché la scienza e la tecnica siano meno arroganti nei confronti di Dio e dell’uomo
Don’t Forget! Santi della carità
BEATO JOSEF (EUSTACHIUS) KUGLER 1867 – 1946

Josef Kugler nacque il 15-1-1867 nel villaggio di Neuhaus am Regen, da famiglia umile: il padre era maniscalco e agricoltore e Josef era il più giovane dei sei figli. Nel 1873 iniziò a frequentare la scuola elementare e l’anno dopo suo padre morì. Giuseppe dovette imparare ben presto un lavoro, dopo aver terminato le elementari.
I fratelli Franz e Katharina, che si erano trasferiti a Monaco, nel 1881 gli trovarono un lavoro come apprendista fabbro, alla fine del quale si verificò un drammatico incidente: caduto da 3-4 metri, subì una frattura al piede destro che lo rese incapace di lavorare, ma fu aiutato dalla famiglia. Nella primavera 1891, l’Ordine ospedaliero di S. Giovanni di Dio (i Fatebenefratelli) in Baviera acquistò il complesso monastico dell’ex monastero benedettino di Reichenbach, fondato nel 1118, nel quale i Fratelli istituirono una “casa di cura per malati di mente ed epilettici”. Fu proprio Giuseppe a eseguire i lavori di fabbro e idraulico, entrando in contatto con i Fatebenefratelli e osservando i sacrifici del loro servizio per i poveri.

Il 1-1-1893 Josef entrò nell’Ordine ospedaliero e il 3 luglio ricevette l’abito religioso e prese il nome di Eustachio (Eustachius). Iniziò così il percorso di formazione che culminò il 30-10-1898 con la professione solenne e i voti di povertà, castità, obbedienza e ospitalità cioè la promessa di servire i bisognosi per tutta la vita. Nel 1899 fratel Eustachio, l’umile ex fabbro, leggermente handicappato ai piedi, prestò servizio in casa di cura di Gremsdorf. Nel 1902 fu impiegato nel servizio infermieristico e farmaceutico nella prigione di Kaisheim. Nel 1905 il Capitolo provinciale del Barmherzige Brüder in Baviera lo nominò priore della struttura per disabili a Straubing.
Nel 1914 priore a Gremsdorf, e nel 1922, a Neuburg an der Donau. Nel giugno 1925, fratel Kugler fu eletto superiore provinciale della congregazione e riconfermato per ben 4 volte fino al 1937, ma il suo impegno nelle case di cura rimase esemplare: le sue capacità organizzative e la sua umanità impressionavano i confratelli e le persone che lo incontrarono. Uno dei suoi traguardi più grandi fu la costruzione dell’ospedale dei Fatebenefratelli Barmherzige Brüder di Regensburg (vedi sopra), a cui era collegata una scuola per infermieri. A chi gli chiedeva come avrebbe fatto coi soldi, rispondeva: “Mi sono messo d’accordo col Signore. Non manca nulla”.
Nel 1937 il consiglio provinciale dell’Ordine del Fatebenefratelli fu sorvegliato dalla Gestapo e fratello Eustachio fu sottoposto a gravi vessazioni e minacce per indurlo a fare deposizioni contro i confratelli, ma non cedette mai. Il 17-8-1943 un attentato dinamitardo contro le fabbriche di aerei Messerschmitt vicine all’ospedale di Ratisbona uccise 400 persone; ma l’ospedale non venne distrutto quasi per miracolo. Il 12-5-1945 le forze di occupazione americane sequestrarono l’ospedale e nella 2.a guerra mondiale, l’incarico di provinciale gli fu automaticamente prorogato dalla curia generale di Roma, e fratello Eustachio lo mantenne fino al giorno della morte, avvenuta a causa di un tumore, il 10 giugno 1946. È stato proclamato beato il 4 ottobre 2009 da Papa Benedetto XVI.








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