31.a settimana t. ordinario
Avvenne il 4 novembre…
1780 – Vicereame spagnolo del Perù: Túpac Amaru II guida un’insurrezione dei contadini aymara, quechua e meticci contro le riforme borboniche.
1966 – La piena dell’Arno travolge Firenze e passa alla storia come alluvione di Firenze. Venezia è devastata dall’acqua alta che arrivò a quasi due metri sul livello medio di marea e sommerse la città e le isole della laguna.
1852 – Camillo Benso, conte di Cavour, forma il suo primo governo.
1918 – Armistizio di Villa Giusti: l’Impero austro-ungarico accetta la resa e pone fine alle ostilità con il Regno d’Italia.
1922 – Howard Carter e compagni trovano la tomba di Tutankhamon, nella Valle dei Re.
2008 – Barack Obama è il primo afroamericano a diventare presidente degli USA.
Aforisma di S. Carlo Borromeo
“Distrutto il fondamento, crolla e rovina tutto ciò che sopra ci venne innalzato”.
Santo del giorno

S. CARLO BORROMEO
Fu uno dei protagonisti della riforma cattolica del XVI secolo e una figura decisiva per l’applicazione del Concilio di Trento. Nato ad Arona nel 1538, entrò giovanissimo nella carriera ecclesiastica e, grazie anche al legame familiare con papa Pio IV, assunse responsabilità di primo piano nella Curia romana.
Ordinato sacerdote e consacrato vescovo nel 1563, scelse poi di risiedere stabilmente a Milano, dove promosse la trasformazione delle istituzioni ecclesiastiche, della formazione dei sacerdoti e della cura pastorale. Istituì seminari, convocò concili provinciali e sinodi, visitò un territorio vastissimo e si impegnò nel rinnovamento della catechesi.
La sua azione, segnata anche da conflitti con autorità civili e comunità religiose, divenne particolarmente nota durante la peste del 1576-1577, quando organizzò soccorsi e assistenza. Morì a Milano il 3 novembre 1584 e fu canonizzato da Paolo V nel 1610. La memoria liturgica ricorre il 4 novembre.
Preghiera Colletta
Custodisci nel tuo popolo, o Signore, lo spirito di cui hai ricolmato il vescovo San Carlo Borromeo, perché la Chiesa si rinnovi incessantemente e, conformandosi all’immagine del tuo Figlio, manifesti al mondo il volto di Cristo Signore. Egli è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen
Parola di dio Luca 14,15-24
In quel tempo, una folla numerosa andava con Gesù. Egli si voltò e disse loro: «Se uno viene a me e non mi ama più di quanto ami suo padre, la madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita, non può essere mio discepolo. Colui che non porta la propria croce e non viene dietro a me, non può essere mio discepolo.
Chi di voi, volendo costruire una torre, non siede prima a calcolare la spesa e a vedere se ha i mezzi per portarla a termine? Per evitare che, se getta le fondamenta e non è in grado di finire il lavoro, tutti coloro che vedono comincino a deriderlo, dicendo: “Costui ha iniziato a costruire, ma non è stato capace di finire il lavoro”.
Oppure quale re, partendo in guerra contro un altro re, non siede prima a esaminare se può affrontare con diecimila uomini chi gli viene incontro con ventimila? Se no, mentre l’altro è ancora lontano, gli manda dei messaggeri per chiedere pace. Così chiunque di voi non rinuncia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo».
Riflessione Frammenti di vita
«In me una trasformazione: accipe universam meam libertatem, memoriam meam… È la preghiera di S. Ignazio detta “Suscipe”, cioè: «Prendi, o Signore, e ricevi tutta la mia libertà, la mia memoria, il mio intelletto e tutta la mia volontà, tutto quello che ho e possesso; tu me lo hai dato, a te, o Signore, lo restituisco; tutto è tuo, disponi di esso secondo la tua volontà; dammi il tuo amore e la tua grazia, questo solo mi basta e non chiedo nient’altro.» don Giuseppe Vavassori (1920-1938 Quaresima prediche e riflessioni)
Don Bepo in occasione probabilmente di un corso di esercizi in preparazione al presbiterato ricorda che l’offerta di tutto se stessi a Dio porta a un cambiamento che trasforma pensieri, sentimenti, decisioni e azioni e parole. Il dono di Dio mette in movimento una trasformazione che porta all’abbandono del pensare mondano per assumere “i sentimenti che furono in Cristo Gesù”. Questo affidamento a Dio trasforma progressivamente ogni dimensione della persona: la mente illuminata dalla Parola di Dio guarda il mondo, la storia e le anime con gli occhi di Cristo; il cuore viene purificato perché ogni azione sia orientata alla gloria di Dio e alla salvezza delle anime; la volontà diviene capace di vero discernimento per scegliere non quello che giova nell’immediato al proprio interesse, ma ciò che è gradito a Dio.
La trasformazione non avviene però all’improvviso, ma giorno dopo giorno, attraverso piccoli passi di ascolto, di silenzio, di confronto, di pazienza, di penitenza, di preghiera e di perseveranza. A questo proposito è bello l’esempio del rabbino Nahman di Braslaw. «Un giorno un discepolo si recò da lui a dirgli: “Non continuerò i miei studi dei Testi Sacri perché abito in una piccola casa con i miei fratelli e i genitori, e non trovo mai le condizioni ideali per concentrarmi su ciò che è importante”. Nahman indicò il sole e chiese al suo discepolo di mettersi la mano davanti al viso, in modo da occultarlo. Il discepolo lo fece. “La tua mano è piccola – disse il rabbino – eppure riesce a coprire completamente la forza, la luce e la maestosità dell’immenso sole.
Nella stessa maniera, i piccoli problemi riescono a darti la scusa necessaria per non proseguire nella tua ricerca spirituale. Così come la mano può avere il potere di nascondere il sole, la mediocrità ha il potere di nascondere la luce interiore». Madre Teresa di Calcutta in modo incisivo sintetizzò la consegna di sé stessa a Dio con un’immagine straordinariamente felice: «Io sono come una piccola matita nelle mani di Dio, niente d’altro. È Lui che pensa. È Lui che scrive. La matita non ha nulla a che fare con tutto questo. La matita deve solo lasciarsi usare». Già, la matita deve solo lasciarsi usare! I santi e i nostri cari defunti intercedano per noi.
Intenzione di preghiera
Per i caduti di tutte le guerre del passato e di quelle che si combattono oggi nel mondo, perché il loro sacrificio non sia inutile e produca frutti di pace e concordia fra le nazioni.
Don’t Forget!

Il 4 novembre di ogni anno si celebra la GIORNATA DELL’UNITÀ NAZIONALE E DELLE FORZE ARMATE
una ricorrenza che rinnova la memoria dei Caduti e rende omaggio alle donne e agli uomini in uniforme, che operano ogni giorno al servizio della collettività e delle istituzioni del nostro paese.








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