Sabato 23 maggio 2026

     

    VII Settimana di Pasqua

     

    Avvenne il 23 maggio…

    1498 – Morte di Savonarola al rogo

    1520 – Rivolta dei Maya contro i conquistadores

    1618 – La terza defenestrazione di Praga scatena la guerra dei trent’anni.

    1960 – Il premier David Ben Gurion annuncia la cattura del criminale nazista Adolf Eichmann. 

    1915 – 1.a guerra mondiale: il Regno d’Italia dichiara guerra all’Austria ed entra nella “grande guerra”

    1949 – Viene istituita la Repubblica Federale Tedesca 

    1992 – Strage di Capaci: il giudice Giovanni Falcone e la scorta uccisi da una bomba in autostrada

     

    Aforisma di Ivan S. Turgenev scrittore russo

    «Per qualunque cosa un uomo preghi, egli prega per un miracolo. Ogni preghiera si riduce a questo: “Dio onnipotente, fai che due per due non faccia quattro».

     

    Santo del Giorno

    La sua esistenza nel secolo IV, è garantita da S. Atanasio che lo indica come vescovo partecipante del Concilio di Sardica (oggi Sofia) nel 343; il suo nome compare anche negli atti del pseudo-concilio di Colonia del 346. San Desiderio, che occupa il terzo posto nella lista dei vescovi di Langres in Francia, sembra fosse originario di S. Desiderio, presso Genova.

    Varnacario, un chierico di Langres, scrisse un racconto del suo martirio, dove testimonia che il Vescovo Desiderio sarebbe stato decapitato durante un’invasione dei Vandali; forse c’è confusione nelle tradizioni locali, perché Langres ebbe diverse invasioni barbariche. La leggenda dice che dopo la decapitazione, il vescovo raccolse la sua testa e rientrò in città, attraverso una fenditura della roccia che si era aperta per farlo passare.

    Questa apertura viene mostrata ancora oggi. Il culto si diffuse in Francia, Italia, Svizzera, Germania; la sua tomba era custodita in un priorato benedettino nel centro della città; San Didier è invocato come testimone della verità dei giuramenti e come protettore nei parti difficili.

     

    Preghiera Colletta

    Dio onnipotente, ai tuoi figli, che hanno celebrato con gioia le feste pasquali, concedi, per tua grazia, di testimoniare nella vita e nelle opere la loro forza salvifica. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per i secoli dei secoli. Amen

     

    Parola di Dio Giovanni 21,20-25

    In quel tempo, Pietro si voltò e vide che li seguiva quel discepolo che Gesù amava, colui che nella cena si era chinato sul suo petto e gli aveva domandato: «Signore, chi è che ti tradisce?». Pietro dunque, come lo vide, disse a Gesù: «Signore, che cosa sarà di lui?». Gesù gli rispose: «Se voglio che egli rimanga finché io venga, a te che importa? Tu seguimi». Si diffuse perciò tra i fratelli la voce che quel discepolo non sarebbe morto.

    Gesù però non gli aveva detto che non sarebbe morto, ma: «Se voglio che egli rimanga finché io venga, a te che importa?». Questi è il discepolo che testimonia queste cose e le ha scritte, e noi sappiamo che la sua testimonianza è vera. Vi sono ancora molte altre cose compiute da Gesù che, se fossero scritte una per una, penso che il mondo stesso non basterebbe a contenere i libri che si dovrebbero scrivere. 

     

    Riflessione di Monsignor Ravasi “Mattutino” 

    Tutti amano i buoni, ma li sfruttano. Tutti detestano i cattivi, ma li temono e li ubbidiscono. «I pensieri del grillo parlante»: era questo il titolo di una sezione del libro “La vita è bella nonostante…” di un giornalista e scrittore molto apprezzato ai suoi tempi per la sua leggibilità e sincerità, Vittorio Buttafava (1918-1983). Il suo era un moralismo spumeggiante, non aggressivo e intransigente, ma bonario e genuino.

    È il caso del passo proposto oggi da quella sezione del «grillo parlante», un vero e proprio aforisma sapienziale che non ha bisogno né di note in calce né di commenti applicativi tanto è limpido nella sua amara verità. Era ciò che già osservava Foscolo nelle Ultime Lettere di Jacopo Ortis, quando notava che «l’uomo dabbene in mezzo ai malvagi rovina sempre; e noi siamo soliti associarci al più forte, a calpestare chi giace, e a giudicare l’evento». Nella frase di Buttafava vorrei mettere l’accento su un verbo applicato ai buoni, «sfruttare».

    C’è il detto proverbiale secondo il quale se dai una mano, ti prendono il braccio. È un’esperienza, ahimè, quotidiana che colpisce proprio i buoni, i generosi. Ci si imbatte spesso in una spudoratezza che rasenta l’indecenza e l’arroganza: ci sono persone che esigono senza nessun diritto o titolo e non danno tregua fino alla meta raggiunta. Vittime sono di solito proprio i buoni, i miti, i mansueti, i caritatevoli. La sfrontatezza degli uni abusa della magnanimità degli altri. E purtroppo bisogna riconoscere che di fronte all’improntitudine, alla faccia tosta quasi insolente ci si ritrova impotenti e deboli. 

     

    Intenzione di preghiera

    Preghiamo perché si metta in atto una giusta resistenza alle pretese violente di chi vuole imporre le proprie idee a ogni costo, alle minoranze violente e intolleranti che pretendono di averla sempre vinta.

     

    Don’t Forget! Foto della settimana

    MARTEDÌ 19 MAGGIO – URNÄSCH, SVIZZERA

    Una bambina conduce capre e mucche verso gli alpeggi d’alta quota durante il tradizionale Alpaufzug, la cerimonia in cui gli allevatori e loro famiglie, vestiti con abiti tradizionali, conducono il bestiame dai pascoli invernali delle valli ai pascoli alpini estivi

    EPA / GIAN EHRENZELLER / Ansa

     

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