Sabato 9 Aprile 2022

     

    5a settimana di Quaresima

     

    Aforisma del giorno di Blaise Pascal

    Gli uomini, non avendo nessun rimedio contro la morte, la miseria e l’ignoranza, hanno stabilito, per essere felici, di non pensarci mai.

     

    Preghiera del giorno

    Signore, in questa vita piena di sospetti, sfiducia, giochi di potere, invidia, paure, aiutaci a riconoscere che il Bene vince sul male, che il Perdono è più forte della vendetta, che la Misericordia sa sconfiggere la superbia. C’è un solo Bene capace di dominare sul male; insegnaci a custodirlo sempre nel nostro cuore: si chiama Amore, e sei Tu, nostro immenso, meraviglioso Dio. Amen.

     

    Santo del giorno

    S. Casilda di Toledo

    Casilda, figlia dell’emiro di Toledo, fu educata nella religione islamica, ma sin da giovane mostrò interesse verso il cristianesimo. Ammalatasi, si recò pellegrina al Santuario di San Vincenzo di Briviesca, celebre per le acque ritenute prodigiose.

    Guarita, Casilda si convertì al cristianesimo e decise di condurre una vita eremitica e penitente presso la fonte miracolosa. La vergine sarebbe morta centenaria, forse alla fine dell’undicesimo secolo, ed il suo corpo fu sepolto nella chiesa di San Vincenzo, da dove nel 1750 venne traslato in un nuovo santuario.

    Santa Casilda, nata nella religione musulmana, aiutò i cristiani detenuti in carcere e in seguito visse cristianamente in un eremo.

     

    Parola di Dio del giorno

    Molti dei Giudei che erano venuti da Maria, alla vista di ciò che Gesù aveva compiuto, [ossia la risurrezione di Lazzaro,] credettero in lui. Ma alcuni di loro andarono dai farisei e riferirono loro quello che Gesù aveva fatto.

    Allora i capi dei sacerdoti e i farisei riunirono il sinedrio e dissero: «Che cosa facciamo? Quest’uomo compie molti segni. Se lo lasciamo continuare così, tutti crederanno in lui, verranno i Romani e distruggeranno il nostro tempio e la nostra nazione».

    Ma uno di loro, Caifa, che era sommo sacerdote quell’anno, disse loro: «Voi non capite nulla! Non vi rendete conto che è conveniente per voi che un solo uomo muoia per il popolo, e non vada in rovina la nazione intera!». Questo però non lo disse da se stesso, ma, essendo sommo sacerdote quell’anno, profetizzò che Gesù doveva morire per la nazione; e non soltanto per la nazione, ma anche per riunire insieme i figli di Dio che erano dispersi.

    Da quel giorno dunque decisero di ucciderlo. Gesù dunque non andava più in pubblico tra i Giudei, ma da lì si ritirò nella regione vicina al deserto, in una città chiamata Èfraim, dove rimase con i discepoli. Era vicina la Pasqua dei Giudei e molti dalla regione salirono a Gerusalemme prima della Pasqua per purificarsi. Essi cercavano Gesù e, stando nel tempio, dicevano tra loro: «Che ve ne pare? Non verrà alla festa?».

     

    Riflessione del giorno di A. Berardinelli. Avvenire 1-4-‘22

    È chiaro che il lato peggiore della guerra in corso consiste nella sua diabolica assurdità, nel fatto che le presunte “ragioni” da cui è nata sono oscure, incomprensibili, astratte. Non è forse un’astrazione il fatto che la sovranità dell’Ucraina al confine con la Russia sarebbe una minaccia per la sicurezza di quest’ultima?

    L’incomprensibile astrattezza di questa guerra consiste nell’esercizio bellico di un potere in sé privo di contenuto, che la Russia di Putin ha sentito il bisogno di mettere in scena. È infatti la pura, criminale “teatralità politica” lo scopo di questa guerra. Come se per sventare una possibile e solo ipotetica guerra ai danni della Russia fosse necessario anticipare quella guerra.

    Se vuoi la pace, preparati alla guerra, dicevano i Romani. Ma in questo caso non ci si è limitati alla preparazione, si è passati all’iniziativa bellica. Le dittature hanno bisogno di nutrirsi di miti ossessivi per compensare le loro impotenze e i fallimenti sociali. Ma una volta che i colpi di cannone sono sparati e i missili lanciati contro le città e la popolazione civile, da quel momento la guerra esiste, non riesce a fermarsi, nessuna delle due parti vuole essere o sembrare sconfitta.

    Il che significa che si crea una sproporzione olle fra la quantità dei morti, le distruzioni e l’inconsistenza degli scopi. Una volta che una guerra è iniziata non c’è più né realismo né ragionevolezza né senso della misura. Le distruzioni non hanno limiti. In un saggio del 1937 intitolato “Non ricominciamo la guerra di Troia” Simone Weil scriveva che «i conflitti più minacciosi presentano un carattere comune, che ne costituisce la vera pericolosità: sono privi di un obiettivo definibile».

    E: «Non c’è oggi sintomo più angosciante del carattere irreale della maggioranza dei conflitti emergenti». Fu così nel corso del ‘900, dalle due guerre mondiali alla guerra in Vietnam durata un ventennio. Se non riusciremo a liberarci dalle diaboliche irrealtà che si autoalimentano nella distruzione, il mondo non avrà scampo.

     

    Intenzione di preghiera per il giorno

    Perché abbia termine al più presto la guerra pericolosissima che si è scatenata in Ucraina.

     

    Don’t Forget!

    77° anniversario di morte di DIETRICH BONHOEFFER, pastore, teologo e martire della chiesa luterana ucciso dai nazisti nel campo di prigionia di Flossenbürg il 9-4-1945 a soli 39 anni.

    A un compagno di nel carcere di Tegel a Berlino aveva detto: «Se un pazzo lancia la sua auto sul marciapiede, io non posso, come pastore, contentarmi di sotterrare i morti e consolare le famiglie. Io devo, se mi trovo in quel posto, saltare e afferrare il conducente al suo volante».

    Grazie alla testimonianza totale di Bonhoeffer e della chiesa confessante di cui faceva parte, don Lorenzo Milani dirà: «Se non fosse stato per loro noi cristiani non avremmo più il diritto di guardare in faccia un ebreo».

    Il suo esempio ci aiuti a esercitare il discernimento in questo momento di enorme confusione causato dalla guerra in atto fra Ucraina e Russia.

     

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