Domenica 05 maggio 2024

     

    6.a settimana di pasqua

     

    Aforisma dal libro degli Atti

    Dio non fa preferenze di persone, ma accoglie chi lo teme e pratica la giustizia, a qualunque nazione appartenga.

     

    Preghiera

    O Dio, che ci hai amati per primo e ci hai donato il tuo Figlio, perché riceviamo la vita per mezzo di lui, fa’ che nel tuo Spirito impariamo ad amarci gli uni agli altri come lui ci ha amati, fino a dare la vita per i fratelli. Per il nostro Signore Gesù Cristo che è Dio e vive e regna con Te nell’unità dello Spirito Santo per tutti i secoli dei secoli. Amen.

     

    Parola di Dio 6.a domenica di pasqua

    Atti10,25-27.34-35.44-48; Salmo 97; 1 Giovanni 4, 7-10; Giovanni 15, 9-17

    In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Come il Padre ha amato me, anche io ho amato voi. Rimanete nel mio amore. Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore.

    Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena. Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici. Voi siete miei amici, se fate ciò che io vi comando.

    Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamato amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l’ho fatto conoscere a voi. Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda. Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri».

     

    Riflessione commento al vangelo

    Durante la lettura del Vangelo, nel corso della celebrazione liturgica, è il Signore Gesù Cristo che parla ai suoi discepoli. Oggi ci dice che siamo tutti suoi amici, che gli apparteniamo attraverso la fede e attraverso il battesimo. Egli l’ha provato rivelandoci il suo segreto e la sua missione di Figlio di Dio. Ci ha detto che Dio, nella sua onnipotenza divina, ci ama tutti. Per mezzo di suo Figlio Gesù Cristo, ci ha fatto entrare nella comunione di amore che esiste fin dall’eternità tra lui e suo Figlio. “Come il Padre ha amato me, così anch’io ho amato voi”. È una parola di verità potente e divina.

    Per tutti quelli che hanno preso coscienza dell’importanza di questo dono divino, conta una sola cosa: mostrarsi degni dell’amore che ci viene nell’amicizia del Figlio di Dio. “Rimanete nel mio amore”. Per Gesù Cristo, ciò che è importante innanzitutto è che tutti i suoi amici si amino gli uni gli altri come egli stesso ha amato i suoi discepoli nel corso della sua vita terrena. La più viva espressione di questo amore è stata la sua morte sulla croce per i peccatori (cfr. Gv 1,36; 19,34-37).

    L’amore perfetto del Padre celeste è la felicità e la gioia di suo Figlio: questa gioia, il Figlio risuscitato la trasmette ai suoi amici nel giorno di Pasqua. “Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anch’io mando voi!”. Ricevete lo Spirito Santo!” (Gv 20,21-22). Egli offre senza sosta la gioia a tutti quelli che credono nella sua parola e per mezzo del battesimo si uniscono a lui e alla sua cerchia di amici, la Chiesa. Chi entra nell’amore di Dio per mezzo di suo Figlio ha una ragione essenziale per essere sempre felice.

     

    Intenzione di preghiera

    Preghiamo per le nostre comunità cristiane, perché nella diversità dei carismi si manifesti l’unico dono dello Spirito Santo.

     

    Don’t Forget! Avvenne il 5 maggio…

    553 – A Costantinopoli inizia il 2° concilio ecumenico, indetto per contrastare l’eresia dei nestoriani

    1762 – Trattato di pace tra Russia e Prussia

    1789 – Luigi XVI convoca per l’ultima volta a Versailles gli Stati generali

    1821 – Napoleone muore in esilio sull’isola di Sant’Elena a causa di un tumore allo stomaco

    1860 – Risorgimento: partenza della Spedizione dei Mille di Garibaldi da Quarto di Genova

    1998 – Campania: i comuni di Bracigliano, Quindici, Sarno e Siano colpiti da numerose frane a causa delle piogge intese, oltre 160 i morti

     

    Santo del giorno

    Nasce a Bergamo il 28-9-1801 da genitori trasferitisi da Villa d’Almè. A 7 anni è già orfana e rimane sola con la sorellina Giuditta di 5 anni. Vengono accolte nell’orfanotrofio del Conventino dove Caterina si diploma maestra nel 1823.

    Viene invitata da due cugini preti, Giovanni ed Antonio Cittadini, a trasferirsi a Calolziocorte e nello stesso anno inizia ad insegnare nelle elementari di Somasca, dove apre una scuola gratuita per fanciulle povere, una scuola festiva gratuita, un educandato e un orfanotrofio. Alcune delle sue ex allieve rimangono con lei per diventare educatrici.

    Da questo nucleo sorge il nuovo Istituto Orsoline di Somasca. A 37 anni, nel 1840, muore Giuditta, il suo più valido sostegno. Caterina scrive le Costituzioni del nuovo Istituto e le presenta al vescovo di Bergamo, Luigi Speranza negli anni 1854-55. Verranno approvate 7 mesi dopo la morte di madre Cittadini, il 5-5-1857. È beata dal 2001.

     

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