Domenica 25 febbraio 2024

     

    I Settimana di Quaresima

     

    Aforisma Romani 8

    “Fratelli, se Dio è per noi, chi sarà contro di noi? Egli, che non ha risparmiato il proprio Figlio, ma lo ha consegnato per tutti noi, non ci donerà forse ogni cosa insieme a lui?”

     

    Preghiera colletta

    O Dio, Padre buono, che non hai risparmiato il tuo Figlio unigenito, ma lo hai dato per noi peccatori; rafforzaci nell’obbedienza della fede, perché seguiamo in tutto le sue orme e siamo con lui trasfigurati nella luce della tua gloria. Per il nostro Signore Gesù Cristo tuo Figlio che è Dio e vive e regna con Te nell’unità dello Spirito Santo per tutti i secoli dei secoli. Amen

     

    Parola di Dio del giorno

    Genesi 22,1-2.9. 10-13.15-18; Salmo 115; Romani 8,31b-34; Marco 9,2-10

    Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e li condusse su un alto monte, in disparte, loro soli. Fu trasfigurato davanti a loro e le sue vesti divennero splendenti, bianchissime: nessun lavandaio sulla terra potrebbe renderle così bianche.

    E apparve loro Elia con Mosè e conversavano con Gesù. Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù: «Rabbì, è bello per noi essere qui; facciamo tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia». Non sapeva infatti che cosa dire, perché erano spaventati. Venne una nube che li coprì con la sua ombra e dalla nube uscì una voce: «Questi è il Figlio mio, l’amato: ascoltatelo!».

    E improvvisamente, guardandosi attorno, non videro più nessuno, se non Gesù solo, con loro. Mentre scendevano dal monte, ordinò loro di non raccontare ad alcuno ciò che avevano visto, se non dopo che il Figlio dell’uomo fosse risorto dai morti. Ed essi tennero fra loro la cosa, chiedendosi che cosa volesse dire risorgere dai morti.

     

    Riflessione commento al vangelo

    Nella Trasfigurazione, Gesù è indicato come la speranza dell’uomo e come l’apogeo dell’Antico Testamento. Luca parla dell’“esodo” di Gesù, che contiene allo stesso tempo morte e risurrezione. I tre apostoli, vinti dal sonno, che rappresenta l’incapacità dell’uomo di penetrare nel Mistero, sono risvegliati da Gesù, cioè dalla grazia, e vedono la sua gloria. La nube, simbolo dell’immensità di Dio e della sua presenza, li copre tutti.

    I tre apostoli ascoltano le parole del Padre che definiscono il Figlio come l’eletto: “Questi è il Figlio mio, l’eletto, ascoltatelo”. Non c’è altro commento. Essi reagiscono con timore e stupore. Vorrebbero attaccarsi a questo momento, evitare l’attimo seguente della discesa dalla montagna e il suo fardello di abitudine, di oscurità, di passione.

    La Gloria, Mosè ed Elia, scompaiono. Non rimane “che Gesù solo”, sola verità, sola vita e sola via di salvezza nella trama quotidiana della storia umana. Questa visione non li solleverà dal peso della vita di tutti i giorni, spesso spogliata dello splendore del Tabor, e neanche li dispenserà dall’atto di fede al momento della prova, quando i vestiti bianchi e il viso trasfigurato di Gesù saranno strappati e umiliati.

    Ma il ricordo di questa visione li aiuterà a capire, come spiega il Prefazio della Messa di oggi, “che attraverso la passione possiamo giungere al trionfo della risurrezione”.

     

    Intenzione di preghiera

    Perché nelle difficoltà ci accompagni sempre la consapevolezza e la serenità di essere figli di Dio.

     

    Don’t Forget! Avvenne il 25 febbraio…

    1798 – Roma una folla di popolani insorge contro la neonata Repubblica Romana, ma la sommossa è sedata dalle armate francesi

    1986 – Filippine: il presidente Ferdinand Marcos fugge dal paese dopo più di 20 anni al potere

    1991 – Vengono aboliti i Patti di Varsavia

    2008 – A Gravina, Puglia trovati in cisterna di casolare abbandonato i corpi mummificati di Francesco e Salvatore Pappalardi, scomparsi il 5-6-2006 e forse morti di fame e freddo.

     

    Santo del giorno

    S. Cesario di Nazianzo

    Cesario era nato nel 330 a Nazianzo ed era il fratello minore di S. Gregorio Nazianzeno. Studiò a Cesarea di Cappadocia e poi ad Alessandria d’Egitto, diventando medico di corte a Costantinopoli per volere dell’imperatore Costanzo. Fu confermato dal successore, Giuliano l’Apostata, che però tentò di riportarlo al paganesimo.

    Nel 368 divenne questore di Bitinia: era un catecumeno ma dopo essere sopravvissuto al terremoto che distrusse Nicea chiese di essere battezzato, rinunciò alla carica e si dedicò a una vita di preghiera. Morì l’anno successivo, nel 369, e il fratello tenne un’orazione funebre dalla quale conosciamo i particolari della sua vita.

     

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