frammenti di vita del Patronato

    La macchina è quella che è, ma non appena la portiera si apre e appare lei, come una visione, tutto sembra risplendere di luce, persino lui, il quarantenne dall’aspetto dimesso che accompagna la bionda con la metà dei suoi anni alla scuola di italiano. Qualche timida effusione sulla porta e la visione scompare all’interno dell’edificio che ripiomba nel grigiore banale di sempre. L’uomo prende posto in panchina, in quieta attesa del ritorno di lei. Ma l’attesa è interrotta dalla voce stridula di una donna straniera che, nonostante l’età, battibecca fiera col portinaio: “Non mi dica che non è qui: la smetta di coprirlo, quel p…che se la fa con una…”. Il nostro corre a nascondersi dietro una macchina e da lì controlla la situazione. L’anziana non molla: “Quella…dopo la testa ha fatto perdere anche un sacco di soldi a quel tonto di mio figlio.” Il portinaio fatica a calmarla e quando la convince finalmente a tornare a casa, il quarantenne riappare con l’aria di scampato pericolo. Ma chi l’ha detto che non ci sono più le mamme di una volta?    

     

    – don Davide –

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