II Settimana di Pasqua
Avvenne il 16 aprile…
73 – La fortezza di Masada cade per mano dei romani sotto Vespasiano: fine della rivolta ebraica
1071 – Roberto il Guiscardo conquista Bari strappandola all’Impero bizantino.
1856 – Si conclude il Congresso di Parigi, che stabilì le condizioni di pace dopo la guerra di Crimea.
1972 – L’Apollo 16 viene lanciato verso la Luna dalla base di Cape Canaveral, in Florida.
2003 – 25 paesi firmano il trattato di Atene, che prevede l’allargamento della Unione europea.
2013 – Nigeria i terroristi islamici Boko Haram provocano un massacro: 200 morti e distrutte molte abitazioni
Aforisma dagli atti degli apostoli
“Bisogna obbedire a Dio invece che agli uomini.”
Santo del giorno

Quando, l’11-2-1858, la Vergine apparve a Bernadette presso la rupe di Massabielle, sui Pirenei francesi, lei aveva compiuto 14 anni da poco più di un mese. Era nata, infatti, il 7 gennaio 1844. A lei, povera e analfabeta, ma dedita con il cuore al Rosario, appare più volte la «Signora». Nell’apparizione del 25 marzo 1858, la Signora rivela il suo nome: «Io sono l’Immacolata Concezione».
Quattro anni prima, Papa Pio IX aveva dichiarato l’Immacolata Concezione di Maria un dogma, ma questo Bernadette non poteva saperlo. La lettera pastorale firmata nel 1862 dal vescovo di Tarbes, dopo un’accurata inchiesta, consacrava per sempre Lourdes alla sua vocazione di santuario mariano internazionale.
La sera del 7 luglio 1866, Bernadette Soubirous decide di rifugiarsi dalla fama a Saint-Gildard, casa madre della Congregazione delle Suore della Carità di Nevers. Ci rimarrà 13 anni. Costretta a letto da asma, tubercolosi, tumore osseo al ginocchio, all’età di 35 anni, Bernadette si spegne il 16 aprile 1879, mercoledì di Pasqua.
Preghiera Colletta
O Dio, che hai compiuto il sacrificio della Pasqua per la salvezza del mondo, ascolta le preghiere del tuo popolo: Cristo, Sommo Sacerdote che intercede per noi, come vero uomo ci doni la riconciliazione e come vero Dio ci liberi dal peccato. Egli è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen
Parola di Dio del giorno Giovanni 3,31-36
Chi viene dall’alto è al di sopra di tutti; ma chi viene dalla terra, appartiene alla terra e parla secondo la terra. Chi viene dal cielo è al di sopra di tutti. Egli attesta ciò che ha visto e udito, eppure nessuno accetta la sua testimonianza. Chi ne accetta la testimonianza, conferma che Dio è veritiero. Colui infatti che Dio ha mandato dice le parole di Dio: senza misura egli dà lo Spirito.
Il Padre ama il Figlio e gli ha dato in mano ogni cosa. Chi crede nel Figlio ha la vita eterna; chi non obbedisce al Figlio non vedrà la vita, ma l’ira di Dio rimane su di lui.
Riflessione di Silvano Petrosino
«Ci sono luoghi, ci sono parole, ci sono persone, che ti fanno respirare. Ce ne sono altri che ti soffocano. Oggi viviamo in apnea. Il seduttore è colui che ti garantisce un godimento, ma non ti rende mai fecondo, mentre il maestro ti rende fecondo: per questo, ti chiede di rinunciare un po’ al godimento. La morale è la vita stessa, è il modo come si parla al cameriere, come si accavallano le gambe, come si mangia. Se c’è un’esperienza nella nostra vita quotidiana, questa è proprio quella del peccato.
Ci sono le file alle mostre d’arte, ma poi una persona sta di fronte a un quadro 5 secondi. Il problema non è andare alla mostra di Picasso: il problema è fermarsi, appunto “respirare”. Uno dei colpi di genio di Foucault è quando parlava di microfisica del potere, affermando che il potere non è solo quello della politica, ma è nel rapporto con la moglie, col dipendente: il potere è dappertutto.
Quando oggi si parla di comunicazione, non si tratta quasi mai di comunicazione: il cellulare non ha nulla a che fare con la comunicazione. Il grande tema è l’immisurabile, l’incalcolabile, l’innumerabile, non l’innumerevole. Il limite e la sofferenza sono condizioni, ma non dobbiamo trasformarle in un’obiezione».
Intenzione di preghiera
Preghiamo perché le giovani generazioni tentate di indifferenza religiosa o di apostasia, affinché sappiano rivolgersi a colui che Dio ha mandato, Gesù Cristo nostro Signore.
Don’t Forget! Santi della carità
SANTA EMMA di SASSONIA
Vedova e santa della carità
Sec. XI


Un cronista tedesco dell’XI secolo, Adamo di Brema, nella sua Storia ecclesiastica, ci dà notizia di una “nobilissima senatrix Emma”, sorella di Meinwerk, vescovo di Paderborn (morto nel 1036) e moglie del conte Ludgero di Sassonia. Rimasta vedova, ancor giovane e bella, ricca e senza figli, non ambì a seconde nozze e si mantenne costante nel suo nuovo programma di vita, fondato sulla totale dedizione alle opere di carità.
Generosa nel donare e nel soccorrere, ma austera e intransigente con sé stessa, puntò alla perfezione nel difficile stato di vedovanza, una condizione assai scomoda per una donna, rimasta sola ma non libera, esposta a mille insidie perché priva di appoggio e fatta segno, se ricca, dei calcoli interessati di parenti vicini e lontani.
Emma aveva scelto di rimanere vedova per tendere alla perfezione, una scelta difficile e rara e come vedova donò le sue grandi sostanze ai poveri, a cui si dedicò per tutta la vita. La sua mano, giunta fino a noi intatta dopo nove secoli e mezzo dalla morte di questa santa dal nome fresco e pieno, è un segno emblematico della sua più cospicua virtù: la generosità.
Anzitutto una generosità fattiva, di opere più che di parole. Vera ancella di Cristo, ella ha servito il suo celeste sposo con la preghiera e la carità, meritando la devozione non di un marito ma di milioni di cristiani che da oltre nove secoli la onorano di culto pubblico. Morì il 19 aprile 1040. Il suo corpo, privo della mano di cui si è parlato, riposa nella cattedrale di Brema.








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