Mercoledì 8 maggio 2024

     

    6.a settimana di pasqua

     

    Avvenne l’8 maggio…

    1794 – Il chimico francese Antoine-Laurent de Lavoisier viene ghigliottinato.

    1848 – Battaglia di Cornuda fra le truppe pontificie e quelle austriache. Fu la prima battaglia delle guerre d’indipendenza dell’Italia.

    1898 – Vengono giocate le prime partite del campionato di calcio di Serie A.

    1933 – Gandhi inizia un digiuno di 21 giorni per protestare contro l’oppressione britannica in India.

    1945 – Con la resa delle forze armate tedesche di fronte ai sovietici a Berlino, termina la 2.a guerra mondiale in Europa.

     

    Aforisma del giorno per immagini

    NO COMMENT!

    Illustrazione satirica di PAWEL KUCZYNSKI

     

    Preghiera

    O Padre, che ci doni la grazia di celebrare nel mistero la risurrezione del tuo Figlio, fa’ che possiamo rallegrarci con tutti i santi nel giorno della sua venuta nella gloria. Egli è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

     

    Santo del giorno

    La devozione alla Vergine del Rosario a Pompei risale all’arrivo, come amministratore dei beni della contessa Marianna Farnararo, dell’avvocato Bartolo Longo, tornato alla fede dopo una lunga crisi. Per offrire un riscatto civile e morale alla popolazione, decise di propagare la preghiera del Rosario.

    A questo scopo ebbe in dono un quadro con la Madonna in trono e Gesù Bambino sulle ginocchia, in atto di consegnare il Rosario a S. Caterina da Siena e a S. Domenico di Guzman. Il dipinto fu poi trasferito nella nuova chiesa, in seguito Santuario e Basilica Pontificia.

    Al Santuario sono annesse numerose opere caritative, tutte ideate da Bartolo Longo, che la Chiesa onora come Beato dal 1980. Il Santuario di Pompei è tra i luoghi di culto alla B.V. Maria maggiormente apprezzati e visitati in Italia: con i suoi 2 milioni di pellegrini annui cioè 5.500 al giorno.

     

    Parola di Dio del giorno Giovanni 16,12-15

    In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future.

    Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà».

     

    Riflessione Storie comiche con morale

    Il problema di un uomo condannato a 20 anni di carcere era ovviamente come ammazzare il tempo.

    Dopo alcuni mesi scoprì che alcune formiche risiedevano stabilmente sotto l’intonaco scheggiato della sua cella. Una di quelle formiche sembrava particolarmente dotata e il detenuto decise di ammaestrarla. Ci volle un sacco di pazienza, ma dopo cinque anni la formica ubbidiva agli ordini, ballava su un capello ben teso e faceva il doppio salto mortale. 

    Altri cinque anni dopo, la meravigliosa (e longeva) formichina sapeva cantare tutte le canzoni di Sanremo. Cinque anni dopo la formica parlava correttamente quattro lingue. Stava per imparare la quinta quando l’uomo venne scarcerato. Si mise in tasca la preziosa formica nella speranza che gli servisse a guadagnare un po’ di soldi esibendosi alla televisione.

    Uscito di prigione, andò diritto in un bar e, dopo aver bevuto, non resistette alla tentazione di sfoggiare la bravura della sua formica. La posò sul bancone e chiamò il barista: “Guardi questa formica!”. E il barista, senza nessuna esitazione schiacciò la formica dicendo: “La prego di scusarci signore”.

     

    Intenzione di preghiera

    Preghiamo per tutti gli uomini che cercano Dio attraverso la sapienza umana, la filosofia o la scienza, perché scoprano che nel Cristo c’è il fine e il senso ultimo di ogni realtà.

     

    Don’t Forget! Storia dei martiri cristiani

    Martiri di Alto Alegre (Brasile)

    13-3-1901

    Il 13-3-1901, alle 5 a.m. la missione di S. Giuseppe della Provvidenza, presso Alto Alegre nello stato brasiliano del Maranhao, fondata dai padri Cappuccini della Provincia Lombarda, fu attaccata da un gruppo di indios armati.  Tra i morti accertati ci furono tre sacerdoti cappuccini, un fratello laico, sette Suore Cappuccine di Madre Rubatto e due Terziari francescani, insieme a più di 250 fedeli. I resti mortali dei quattro frati, delle sette suore e dei due laici loro collaboratori, noti come “martiri di Alto Alegre” sono conservati nella chiesa parrocchiale di Barra do Corda, in Brasile.

     

    Il Martirio

    LA VITA IN MISSIONE era organizzata come quella di una “fazenda”: gran parte del tempo era dedicato al lavoro per la coltivazione della canna da zucchero. Anche i frati, salvo i momenti dedicati alla preghiera, s’impegnavano in quella fatica che, forse, appariva gravosa agli indigeni. Quanto alle suore, avevano inaugurato solo due giorni dopo il loro arrivo un collegio femminile, per l’educazione delle bambine e ragazze del luogo. Entrando nelle case, riuscirono in molti casi a pacificare gli animi, in tensione per precedenti contrasti tra locali e colonizzatori.

    IL MASSACRO Il 13-3-1901, alle 5 del mattino, la missione fu attaccata da un gruppo di indios armati. Alla guida, Joao Manoel Pereira Dos Santos, detto Capitano Caboré, la cui concubina era stata espulsa dalla missione. Primo a cadere fu p. Zaccaria da Malegno, aggredito mentre celebrava la Messa nella chiesetta della missione. Un altro gruppo assalì la casa dei frati, uccidendo p. Vittore da Lurano e un giovane terziario, Pietro Novaresi, che aveva seguito i frati in missione. Non lontano abitava donna Carlota Bizerra, che si era dedicata alle bambine prima dell’arrivo delle suore: anche lei fu ferita a morte. Nella confusione generale, perirono anche il superiore della Missione, p. Rinaldo da Paullo, il fratello laico Salvatore da Albino e tutte e 7 le suore Terziarie Cappuccine, compresa la novizia Maria Anna, brasiliana. Gli indios gettarono i cadaveri nella cisterna del collegio femminile.

    LA SEPOLTURA A lungo la zona della missione fu inaccessibile, per occultare le prove dell’eccidio. Appena fu possibile entrare, i frati superstiti raccolsero i cadaveri dei confratelli, delle suore e dei due laici e li portarono a Barra do Corda; dopo i funerali, li collocarono in una cappella mortuaria. 50 anni dopo il massacro fu costruita una nuova chiesa a Barra do Corda, quasi un mausoleo, all’interno del quale furono traslati i resti di quelli che ormai erano conosciuti, nell’Ordine cappuccino, come i martiri di Alto Alegre.

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