sabato 4 aprile ’20

     

    nell’immagine un dipinto di Andrea Mastrovito

     

    Saggezza popolare

    Ogni occhio ha il suo sguardo – Arabia

     

    iniziamo la giornata pregando

    Signore Gesù, rafforza la nostra fede, nel momento in cui entriamo con te nel mistero pasquale. Fa’ che non ci scandalizziamo della croce. Tutti i nostri sforzi mirino alla stessa direzione, perché i figli di Dio siano riuniti. Signore, concedici questa grazia, affinché possiamo invitarti, con cuore accogliente, a vivere con noi la festa della risurrezione.

     

    + Dal Vangelo secondo Giovanni 11,45-56

    Per riunire insieme i figli di Dio che erano dispersi.

    In quel tempo, molti dei Giudei che erano venuti da Maria, alla vista di ciò che Gesù aveva compiuto, [ossia la risurrezione di Lazzaro] credettero in lui. Ma alcuni di loro andarono dai farisei e riferirono loro quello che Gesù aveva fatto. Allora i capi dei sacerdoti e i farisei riunirono il sinèdrio e dissero: «Che cosa facciamo? Quest’uomo compie molti segni. Se lo lasciamo continuare così, tutti crederanno in lui, verranno i Romani e distruggeranno il nostro tempio e la nostra nazione». Ma uno di loro, Caifa, che era sommo sacerdote quell’anno, disse loro: «Voi non capite nulla! Non vi rendete conto che è conveniente per voi che un solo uomo muoia per il popolo, e non vada in rovina la nazione intera!». Questo però non lo disse da se stesso, ma, essendo sommo sacerdote quell’anno, profetizzò che Gesù doveva morire per la nazione; e non soltanto per la nazione, ma anche per riunire insieme i figli di Dio che erano dispersi. Da quel giorno dunque decisero di ucciderlo. Gesù dunque non andava più in pubblico tra i Giudei, ma da lì si ritirò nella regione vicina al deserto, in una città chiamata Èfraim, dove rimase con i discepoli. Era vicina la Pasqua dei Giudei e molti dalla regione salirono a Gerusalemme prima della Pasqua per purificarsi. Essi cercavano Gesù e, stando nel tempio, dicevano tra loro: «Che ve ne pare? Non verrà alla festa?».

    Parola del Signore.

     

     Riflessione del giorno

    L’altro ieri dal Santuario dallo Zuccarello, il nostro Vescovo, in 5 verbi, ci ha offerto una mappa di comportamento in famiglia e in ogni ambiente di vita: «consolare, sollevare, rafforzare, salvare, promettere». Sono 5 movimenti che rispondono al bisogno di cura. La cura per non sentirci soli; la vicinanza di chi con noi porta la fatica senza farla pesare; la fortezza di chi ci aiuta a stare in un amore paziente; la professionalità di chi ripara le ferite del corpo e lenisce quelle dell’anima; la promessa che nella preghiera ci fa apprendere l’arte del vivere. Scribi e farisei chiusi nei propri schemi non comprendono le parole di Gesù, né vedono le sue opere. Lo Spirito Santo ci aiuti in questo tempo di grande prova ad affidarci a Gesù e ad essere con Lui e come Lui pronti a prenderci cura gli uni degli altri

    – don Arturo Bellini –

     

    Vescovo Mons. Francesco Beschi

    Vescovo Mons. Francesco Beschi

    Santuario dello Zuccarello a Nembro - Bg

    Santuario dello Zuccarello a Nembro – Bg

     

     

    Beato Guglielmo di Noto

    Nato a Noto (SR) nel 1309, dalla nobile famiglia Buccheri, da giovanissimo entrò a far parte della corte di Re Federico II col ruolo di paggio. Un giorno in una battuta di caccia alle falde dell’Etna un grosso cinghiale stava aggredendo il Sovrano, allorché il giovane paggio Guglielmo si gettò armato sulla bestia, salvando la vita al Re, ma riducendosi in fin di vita per un morso ricevuto dal cinghiale. Guarito per intercessione della Martire Agata, decide di darsi alla vita eremitica prima nella sua città di Noto, dopo, per ispirazione della Vergine Maria nella città di Scicli (RG) dove morirà il 4 aprile 1404. Beatificato con breve del 9 aprile 1537 da Papa Paolo III.Invocato per ottenere la pioggiaA Scicli in Sicilia, beato Guglielmo Cuffitelli, eremita, che, abbandonata la passione per la caccia, visse per cinquantasette anni in solitudine e in povertà.

     

    Sii paziente
    verso tutto ciò che è irrisolto
    nel tuo cuore e…
    cerca di amare le domande,
    che sono simili
    a stanze chiuse a chiave
    e a libri scritti
    in una lingua straniera.
    Non cercare ora le risposte
    che possono esserti date
    poiché non saresti capace
    di convivere con esse.
    E il punto è vivere ogni cosa.
    Vivere le domande ora.
    Forse ti sarà dato,
    senza che tu te ne accorga,
    di vivere fino al lontano giorno
    in cui avrai la risposta. 

    – Rainer Maria Rilke –

     

     

    don’t forget 

    In ricordo di don Giuseppe Berardelli, testimone del Vangelo e icona dello stile bergamasco

    La santità è una cosa semplice! È fatta di scelte quotidiane e nasce da una relazione ordinariamente vitale con il Signore Gesù. Non annulla la nostra umanità, ma la amplifica.
    Mentre in questi giorni stiamo attraversando come un intervallo di sospensione della quotidianità, un’interruzione del ritmo, ascoltiamo ciò che abbiamo dentro di noi, le nostre certezze di fede, e vi scopriremo tutto ciò che ci occorre per vivere. Grazie caro don Giuseppe per il tuo esempio semplice di santità!

     

     

     

     

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