mercoledì 28 giugno ’17

    XII settimana del tempo ordinario

     

    nell’immagine il dettaglio del quadro di  Jan Gossaert Adoration of the King

     

    Proverbio del Giorno

    «Per chi fa ogni cosa al tempo gusto, ogni giorno ne vale tre (Cina)»

     

    Iniziamo la giornata pregando

    O Signore, Ti ringrazio di avermi protetto durante questa notte, di avermi fatto riposare nella pace e nella fede. Ora che mi sono svegliato, ti offro le azioni della giornata, fa che siano tutte secondo la Tua volontà, proteggimi nel lavoro, proteggimi da tutti i mali, fa che i miei nemici, ascoltando la tua voce diventino miei amici, prego soprattutto per queste persone che avvicinandosi a Te si avvicinino alla fede. Dio mio, Tu che dai la vita, ascolta questa mia preghiera. Amen.

     

    Ireneo di Lione

    discepolo di S. Policarpo e, attraverso lui, dell’apostolo Giovanni, è figura di primaria importanza nella storia della Chiesa. Nato a Smirne, approdò in Gallia: inviato a Roma per chiarire alcune questioni dottrinali, tornato a Lione, nel 177 fu chiamato a succedere al vescovo martire, in una Chiesa decimata dei suoi preti e di gran parte dei fedeli. Si trovò a governare come unico vescovo la Chiesa dell’intera Gallia. Lui, greco, imparò le lingue dei barbari per evangelizzare le popolazioni celtiche e germaniche. E dove non arrivò la sua voce giunse la parola scritta.

     

    Vangelo del giorno (Mt 7,15-20)

    Gesù disse ai discepoli: «Guardatevi dai falsi profeti che vengono a voi in veste di pecore, ma dentro son lupi rapaci. Dai loro frutti li riconoscerete. Si raccoglie forse uva dalle spine, o fichi dai rovi? Così ogni albero buono produce frutti buoni e ogni albero cattivo produce frutti cattivi; un albero buono non può produrre frutti cattivi, né un albero cattivo produrre frutti buoni. Ogni albero che non produce frutti buoni viene tagliato e gettato nel fuoco. Dai loro frutti dunque li potrete riconoscere». 

     

    Riflessione Per Il Giorno (la preghiera della rana. A. de Mello)

    Due fratelli, uno scapolo e l’altro sposato, possedevano una fattoria dal suolo fertile, che produceva grano in abbondanza. A ciascuno dei due fratelli spettava metà del raccolto. All’inizio tutto andò bene. Poi, di tanto in tanto, l’uomo sposato cominciò a svegliarsi di soprassalto durante la notte e a pensare: “Non è giusto così. Mio fratello non è sposato e riceve metà di tutto il raccolto. Io ho moglie e cinque figli, non avrò quindi da preoccuparmi per la vecchiaia. Ma chi avrà cura del mio povero fratello quando sarà vecchio? Lui deve mettere da parte di più per il futuro di quanto non faccia ora, è logico quindi che ha più bisogno di me”. E con questo pensiero, si alzava dal letto, entrava furtivamente in casa del fratello e gli versava un sacco di grano nel granaio. Anche lo scapolo cominciò ad avere questi attacchi durante la notte. Ogni tanto si svegliava e diceva fra sé: “Non è affatto giusto così. Mio fratello ha moglie e cinque figli e riceve metà di quanto la terra produce. Io non ho nessuno oltre a me stesso da mantenere. È giusto allora che il mio povero fratello, che ha evidentemente molto più bisogno di me, riceva la mia stessa parte?” Quindi si alzava dal letto e andava a portare un sacco di grano nel granaio del fratello. Un giorno si alzarono alla stessa ora e si incontrarono, ciascuno con in spalla un sacco di grano! Molti anni più tardi, dopo la morte, si venne a sapere la loro storia. Così, quando i loro concittadini decisero di costruire un tempio, essi scelsero il punto in cui i due fratelli si erano incontrati, poiché secondo loro non vi era un luogo più santo di quello in tutta la città.

     

    Intenzione del giorno

    Preghiamo perché le famiglie vivano i valori evangelici ed educhino i figli a rendersi disponibili alla chiamata di Dio

     

    Don’t forget! …Ricorda!

    28/06/1968: Ricordiamo il 49° di ordinazione di DON GIUSEPPE BRACCHI. Questa felice ricorrenza ci chiama a rendere grazie per il dono inestimabile del sacerdozio ministeriale. Uniamo le nostre preghiere, perché il Signore conceda a don Giuseppe la grazia di un fecondo ministero in una sempre più stretta intimità con Cristo, pastore delle anime.

     

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