III Settimana di Pasqua
Avvenne il 21 aprile…
753 a.C. – Natale di Roma: secondo la leggenda, in questo giorno Romolo fonda la città di Roma.
1884 – Papa Leone XIII si scaglia contro la Massoneria con l’enciclica Humanum Genus
1918 – Abbattuto Manfred von Richthofen, il Barone Rosso considerato il più grande aviatore di tutti i tempi
1960 – Inaugurata Brasilia, la nuova capitale del Brasile
2025 – Alle 07:35 italiane muore Papa Francesco
Aforisma di S. Anselmo di Aosta
“Signore, fa’ che io ti cerchi desiderandoti, che ti desideri cercandoti, che ti trovi amandoti, e che ti ami trovandoti.”
Santo del giorno

Nasce verso il 1033 ad Aosta da madre piemontese, entrambi nobili e ricchi. Travagliato il rapporto con la famiglia che lo invia da un parente per l’educazione. Sarà solo con i benedettini d’Aosta che Anselmo trova il suo posto: a quindici anni sente il desiderio di farsi monaco.
Contrastato dai genitori decide di andarsene: dopo tre anni tra la Borgogna e la Francia centrale, va ad Avranches, in Normandia, dove si trova l’abbazia del Bec con la scuola, fondata nel 1034. Qui conosce il priore Lanfranco di Pavia che ne cura il percorso di studio. Nel 1060 Anselmo entra nel seminario benedettino del Bec, di cui diventerà priore.
Qui avvierà la sua attività di ricerca teologica che lo porterà ad essere annoverato tra i maggiori teologi dell’Occidente. Nel 1076 pubblica il «Monologion». Nel 1093 diventa arcivescovo di Canterbury. A causa di dissapori con il potere politico è costretto all’esilio a Roma due volte. Muore a Canterbury nel 1109.
Preghiera Colletta
O Dio, che apri la porta del regno dei cieli a coloro che sono rinati dall’acqua e dallo Spirito Santo, accresci nei tuoi fedeli la grazia del Battesimo, perché liberati da ogni peccato possano ereditare i beni da te promessi. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen
Parola di Dio Giovanni 6,30-35
La folla disse a Gesù: «Quale segno tu compi perché vediamo e ti crediamo? Quale opera fai? I nostri padri hanno mangiato la manna nel deserto, come sta scritto: “Diede loro da mangiare un pane dal cielo”».
Rispose loro Gesù: «In verità, in verità io vi dico: non è Mosè che vi ha dato il pane dal cielo, ma è il Padre mio che vi dà il pane dal cielo, quello vero. Infatti il pane di Dio è colui che discende dal cielo e dà la vita al mondo». Allora gli dissero: «Signore, dacci sempre questo pane». Gesù rispose loro: «Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà fame e chi crede in me non avrà sete, mai!».
Riflessione di Don Arturo Bellini
«Una preghiera di benedizione perché il pane e il vino stanno per diventare il corpo e il sangue di Cristo. Il momento solenne: un dono così semplice e così incompreso, sacramento altissimo. “Alla vigilia della sua passione”. Ricordo: il pane – la manna. Il pane miracoloso della moltiplicazione. don Giuseppe Vavassori (1964-1969 Diario-Dialoghi domenicali).
Don Bepo spiega ai suoi giovani che l’Eucaristia è il dono supremo del figlio di Dio ed è il “cuore” della Chiesa. Mette in evidenza il carattere solenne della sua istituzione e il raccordo con la manna che nutrì il popolo nel cammino dall’Egitto alla terra promessa. A volte ripenso alla strana parola, con cui gli Ebrei chiamarono quel cibo inatteso dal cielo: Manna, [manhu], significa: che cos’è? Una domanda che nasce dallo stupore di un dono gratuito.
Don Giò a 20 anni si commuoveva davanti al mistero di Dio che si regala all’umanità fino alla morte in croce e nelle sue note scrive: «Di fronte a questo dono mirabile a noi non resta che cantare le tue meraviglie: e quale meraviglia più grande se non la tua fedeltà all’uomo? Cosa può stupirci più della tua obbedienza fino alla morte di croce? Vogliamo cantare l’amore crocifisso, dove Dio non sembra più Dio, e nemmeno l’uomo è più solo uomo! E se, ammirati da tanto amore, non abbiamo la voce, altri canteranno per noi, altri saranno gli angeli che ci annunceranno la tua Parola Crocifissa. Insegnaci ad ascoltarla, ad imparare da essa e ad obbedirle, perché solo così potremo essere in comunione con Te e fra di noi».
(7 marzo 1996). Con S. Charles de Foucauld chiediamo la grazia della conversione. “Mio Dio, perdona, perdona, perdona la mia tiepidezza, perdona la mia viltà, perdona il mio orgoglio […] Tu che puoi trasformare le pietre in figli di Abramo, Tu che tutto puoi fare in me, convertimi Signore.”
Intenzione di preghiera
Perché i cristiani, che hanno incontrato Cristo nei sacramenti pasquali, sappiano scoprire la presenza viva di Gesù nella loro vita e in ogni persona che accostano.
Don’t Forget! S. GAYANÉ S. HRIPSIMÉ E S. GREGORIO L’ILLUMINATORE

Hripsimeh (versione armena del nome romano Crispina) apparteneva alla nobiltà imperiale romana, ma viveva vita monastica con altre compagne, sotto la guida di Gayané (=Gaia), nelle vicinanze di Roma. Fu costretta a lasciare la città per sfuggire alla collera dell’imperatore Diocleziano, che si sarebbe innamorato di lei pretendendola come sposa.
Hripsimeh, che era di bellezza straordinaria, aveva infatti rifiutato la proposta del sovrano e fu costretta all’esilio. Insieme a 36 compagne, fuggì prima in Egitto, poi in Palestina, Siria e infine in Armenia. Qui le vicende terrene di Hripsimeh, Gaiané e delle altre 35 compagne s’intrecciano con quelle di S. Gregorio L’Illuminatore (257–332), il grande apostolo dell’Armenia e con il re armeno Tiridate III al quale non sfuggì la bellezza della giovane Hripsimeh. Invitatala a palazzo, fece ogni tipo di pressione perché diventasse sua sposa. Di fronte al suo fermo rifiuto, re Tiridate fece brutalmente torturare tutte le vergini, condannandole infine a morte.
Fu lo stesso S. Gregorio, una volta liberato dal carcere dove era stato gettato anni prima proprio da Tiridate III, a raccogliere le reliquie delle martiri e dopo la conversione del re Tiridate III, a far costruire tre cappelle sul luogo del martirio: le chiese di S. Gayane, S. Hripsimeh e Shoghakat.









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